Album
Ambiguous Desire
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Valentina Zona
- 7 Aprile 2026
Nominata ai Grammy, vincitrice del Mercury Prize e del BRIT Award come miglior artista esordiente, Arlo Parks è stata a lungo etichettata come profetessa e poeta di una generazione tormentata e problematica, capace di raccontare con rara grazia e lucidità l’ansia dei vent’anni, la visceralità dell’innamoramento, il PTSD, l’autosabotaggio, ma anche la gioia di muoversi attraverso mondi diversi con meraviglia e sensibilità. Il tutto con una sapiente fusione di R&B, neo-soul e impennate power-pop.
Affinati ulteriormente poetica e stile in occasione del suo secondo lavoro, My Soft Machine, Anaïs Oluwatoyin Estelle Marinho giunge al suo terzo disco spiazzandoci con una inedita leggerezza, che abbraccia un senso di piacevole stordimento notturno: un deliberato abbandono alle delizie dei dancefloor newyorchesi.
Le dodici tracce di Ambiguous Desire ammiccano all’house e alla techno: una celebrazione del clubbing che non tradisce le radici R&B ma si veste di influenze nuove, capaci da spaziare dal 2-step al breakbeat.
È sempre bello testimoniare una qualche forma di riappacificazione interiore, ma può accadere che l’approdo a nuove consapevolezze abbia un costo artistico – oppure no. Qui accade? Forse un poco sì. La Parks più affilata abitava il disagio senza risolverlo, lasciava le ferite aperte con una lucidità quasi crudele: ora le asperità si smussano, seppur illuminate dalle luci stroboscopiche. Il risultato è un disco raffinatissimo e meno necessario di quanto avrebbe potuto essere.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Blue Disco
- 2 Jetta
- 3 Get Go
- 4 Senses ft. Sampha
- 5 Heaven
- 6 Beams
- 7 South Seconds
- 8 Nightswimming
- 9 2SIDED
- 10 Luck Of Life
- 11 What If I Say It
- 12 Floette
