Album

Nothing To Declare

27 Maggio 2022 elettronica rap

Chiamalo dark grime. Chiamala black dance matriarcale, dato che in Anthology Moor Mother omaggia Katherine Dunham. Chiamalo hip hop molto sopra le righe. Nothing To Declare è tantissime cose. È una densa e meticciata missiva speditaci da due grandi della musica elettronica di questi anni, l’appena citata Camae Ayewa e Dj Haram, artista che avevamo già apprezzato nell’EP Grace sempre su Hyperdub, che anche da queste parti è l’etichetta di riferimento.

Se la prima in queste 16 tracce rappa (o per meglio dire, declama, dissimula, scherza, farnetica), la seconda apparecchia combattivi scenari apocalittici, con bassi al limite e sinistre arie di guerra. La sopracitata Anthology va dritta su un 4/4 techno, ma è un caso isolato all’interno di un parco ritmi sincopato, sminuzzato, frastagliato.

Capitolo a parte per gli ospiti: tra gli smalti noir di Totally Spies, Lafawndah canta con voce compressa e metallica. Una sorta di FKA Twigs ai minimi termini. Il palestinese Muqata’a co-produce Candace Parker e copre di tensioni noisey e strappi glitchy lo scurissimo tappeto percussivo di Dj Haram. Ali Logout degli Special Interest declama una dichiarazione d’intenti in Capitol su un reticolo di frequenze radio e pulsanti beat, mentre M Téllez propone un surreale monologo per More Victories.

It’s loud and frenetic. It’s playful and fun. Dice bene la press. Questo è un disco che non fa prigionieri e che proprio in questo fiammeggiante castello di carte portato a cifra stilistica trova i suoi pro e inevitabili contro.

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