Vasco Rossi, “Gli Sbagli Che Fai” still dal video (2023)

Vasco Rossi. “Gli Sbagli Che Fai”, l’omaggio a se stesso e alla propria poetica

Il sopravvissuto è un documentario in cinque parti che racconta la storia di Vasco Rossi per voce dello stesso cantautore di Zocca. E Gli sbagli che fai l’inedito che fa parte della sua colonna sonora, un pezzo accompagnato da un videoclip del sodale Pepsy Romanoff dai contorni naturalmente antologici.

La canzone, scritta a sei mani con Saverio Grandi e Saverio Principini e co-prodotta assieme a Vince Pastano, contiene tutti i più classici elementi del songwriting che hanno reso il Vasco Nazionale la grande azienda che è: l’altalena tra strofe e ritornello, il confidenziale che lascia posto all’urlato, il fardello della vita, lo scorrere del tempo, le fughe e gli sbagli sempre bilanciati da rivalse e resilienza. Non mancano gli assoli e come potrebbero mancare. Quello centrale, assolutamente ruok, è di Simone Sello. E non manca quel procedere per accumulo che rende antemiche (e pronte per lo stadio e per i fan) le composizioni del Blasco.

Detto altrimenti Gli sbagli che fai è una canzone che Vasco Rossi ha già scritto. Cambieranno parole, la sequenza delle note, ma morale e sostanza sono cosa nota e più volte ribadita nel corso di decenni. Ogni tanto il Nostro trova modi meno scontati per dirci ciò che sappiamo (a memoria) di lui. È successo in Siamo Qui, e ne parlavamo in sede di recensione, ma non è questo il caso. Il brano del resto è un omaggio a se stesso e alla propria poetica, un messaggio ribadito dal rapido susseguirsi delle immagini di repertorio della sua vita da giovane, da adulto e da (indomito) vecchio.

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