Sesso e Samba Tony Effe-Gaia

Tony Effe e Gaia. “Sesso e Samba”, quando l’AI lo farebbe meglio

In Italia sono due i momenti che smuovono il mercato discografico: il Festival di Sanremo è il primo l’estate è il secondo che, da quando la musica è liquida, offre un’esponenziale cascata di pezzi e collaborazioni. Ormai sono in pochissimi a tirarsi indietro. Dopotutto, la hit da ombrellone offre molteplici possibilità a tutti i profili gravitanti nel circus musicale: c’è chi la usa per consolidare il proprio successo, chi invece vuole rilanciarsi dopo un periodo traballante. E poi anche chi vuole sfruttare il traino di un collega in hype per salire sul carrozzone. Sembra proprio essere il caso di Gaia, la quale ha pubblicato insieme a Tony Effe Sesso e Samba, uno dei primi wannabe tormentoni del 2024.

Non è certamente la prima volta che l’ex vincitrice di Amici si interfaccia con il rap, mondo cui flirta ormai da tempo, vedasi i feat con Carl Brave, Night Skinny, Ernia e Guè, Stabber e, in sfumatura pop, anche Big Mama con la recente incisione di Fa strano (Lady Marmalade), presentata durante la serata delle cover a Sanremo insieme a LA NIÑA e Sissi.

Il pezzo, di rara bruttezza, sintetizza le ultime tendenze concernenti i tormentoni da laboratorio, anno dopo anno sempre più poveri e scarni da ogni punti di vista. Il tentativo infatti non è più tanto trovare la quadra melodica, bensì il match perfetto tra i cantanti-brand protagonisti. Allora ecco che il bad boy di Roma Nord (che nell’ultimo disco Icon album veste i panni di un sexy truzzo dal cuore d’oro) incontra la sensualità editoriale di Gaia, nota appunto per le sue canzoni in portoghese (figlie della sua origine brasiliana).

Il gioco è fatto: 2:47 di luoghi comuni, spalmati in un inciso simil bossa nova (una furbata di Zef) che ricalca – paro paro – l’intuizione ripetitiva di Pazza musica. L’unica altra (inflazionatissima) apertura è nel pre-chorus, il resto è solo caccia al meme (“Sesso e bamba” il più gettonato), a Tik-Tok e all’algoritmo.

Nel video, diretto da Attilio Cusani, i due volteggiano in un contesto decadente tra veicoli e carcasse di furgoni che, teoricamente, dovrebbero fungere da contrasto all’atmosfera scanzonata (in realtà anemica) del pezzo.

Qualche tempo fa si diceva che un giorno l’Intelligenza Artificiale avrebbe superato la realtà. Qui il concetto si è ribaltato in quanto, probabilmente, la versione free di Chat GPT avrebbe generato qualcosa di più decente. E probabilmente anche di meno banale.

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