© screenshot da Eazy
© screenshot dal video di "Eazy"

Kanye West in “Eazy” rapisce e seppellisce vivo Pete Davidson

Dopo la rottura e il divorzio con l’ex moglie Kim Kardashian, l’annuncio del suo nuovo album Donda 2 (tramite il player proprietario Stem) e un listening event a Miami trasmesso globalmente, Kanye West – o Ye, come ora si fa chiamare dopo un legale cambio di nome – è di nuovo sotto i riflettori. Il rapper di All Of The Lights ha pubblicato il video del primo singolo estratto da Donda 2, intitolato Eazy, in collaborazione con The Game. La traccia, come anche il suo video, sono pieni di tributi al leader degli NWA Eazy-E, al secolo Eric Wright, caposcuola e “padrino” del gangsta rap.

Come tributo a un collega mancato troppo presto, Eazy non è privo di cura e affetto. A cominciare dalla presenza come corista, seppur senza credito, della vocalist Michel’le. Si tratta di una figura di spicco nella black music della West Coast, che era associata, quando Wright era ancora in vita, alla sua etichetta Ruthless Records. La sua voce è ripresa dal singolo Eazy-Duz-It, pubblicato da Wright nel 1988 e singolo d’apertura dell’album omonimo.

Eazy è una retrospettiva dell’esperienza corrente di Ye tra senso di minaccia, perdita delle persone care e accuse di narcisismo e instabilità. Il video è girato in bianco e nero, con toni dark che ricordano quello di Black Skinhead, e fa uso di effetti e animazione stop motion. Si apre con il verso di The Game, con al centro della scena due pupazzi animati in claymation dalle sembianze di quest’ultimo e Eazy-E. I due sono in viaggio su un’auto decappottabile attraverso uno sfondo desertico e bianco. Ad un tratto si fermano e salvano dal fondo di una fossa un altro pupazzo, nerovestito e dal volto coperto da un cappuccio: probabile avatar dello stesso West, che ha spesso sfoggiato in pubblico o sul palco un simile look. The Game si esibisce seduto su una cassa da morto chiusa, con in sottofondo la voce campionata di Michel’le, e racconta la propria determinazione tramite riferimenti al gangsta-rap. Sono citati anche Dr. Dre, Puff Daddy, Biggie Smalls e la banda criminale dei Crips.

Ma è al momento del verso di Ye in cui il cantante si sfoga direttamente per la rottura con Kardashian, che il video inizia a essere davvero esplicito. Il rapper non ha peli sulla lingua e non si trattiene dal fare nomi, citando direttamente Kourtney Kardashian (sorella dell’ex moglie), la sorella di lei, Kim, e il suo nuovo compagno Pete Davidson. Su quest’ultimo si accanisce particolarmente. Se nel testo lo menziona facendo nome e cognome ed esprime la volontà di aggredirlo fisicamente, nel video il suo avatar aggredisce alle spalle una figura animata con le sembianze di Davidson, mostrato con tratti facciali enfatizzati e un’espressione buffa. Dopo averlo legato e incappucciato lo conduce nel deserto e lo seppellisce vivo, lasciando scoperta soltanto la testa. Tutto questo mentre, in sottofondo, Ye afferma di non aver alcun interesse a perseguire alcuna terapia e si vanta senza rimorso di aver acquistato una casa situata davanti a quella della coppia Davidson-Kardashian perché «quale altro pensate che sia il senso dell’essere ricchi?».

Verso la fine del video e della traccia – in cui, per non farsi mancare nulla, Kanye cita anche gli Illuminati – il rapper versa sulla testa di Davidson dei semi di rose. La pianta cresce immediatamente, sporgendo dal cuoio capelluto del Davidson di plastilina, che lacrima e si agita mentre lo Ye animato pota le rose con le cesoie. «Lui è solo un criminale dall’angolo della strada», canta ancora la voce campionata di Michel’le. Il video si chiude con la ripresa di Kanye alla guida di un furgoncino carico di rose e una narrazione conclusiva su fondo nero. «Vissero tutti felici e contenti. Eccetto Skete, (parola coperta da una barra), voi sapete chi. Sto scherzando, sta bene». Skete è un termine slang usato in riferimento ai maschi bianchi di bassa estrazione sociale, che West ha utilizzato più volte in minacciosi post sui propri canali social.

Su SA potete trovare la recensione della prima parte di Donda, l’ultimo album di Kanye West, firmata da Luca Roncoroni. Lo stesso Roncoroni ha firmato anche una corposa monografia dedicata al rapper di Atlanta.

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