Jack White
Jack White, still dal video di "Love Is Selfish" (2022)

Jack White. La solitudine dell’amore infranto in “Love Is Selfish”

Jack White ha condiviso il secondo estratto da Entering Heaven Alive, nuovo album solista in uscita il 22 luglio 2022 via Third Man Records, a quattro anni da Boarding House Reach. Si tratta del secondo lavoro che il frontman pubblicherà entro l’anno, il primo, Fear Of The Dawn, arriverà invece l’8 aprile, sempre per la label dell’ex White Stripes. Entrambi sono stati anticipati dalle due differenti versioni (una rock e una gently) del brano Taking Me Back. 

Love Is Selfish è un classico brano country-folk per chitarra e voce che racconta della solitudine, quella derivante da un amore difficile o infranto e che lascia soli, a riflettere malinconicamente al cospetto di se stessi («L’amore è una cosa così egoista / Sempre a piangere, “Me, me, me” / Cerca sempre di rovinare tutti i miei piani / E lavoro sodo per farti capire / E cerco di fare del mio meglio per aiutarti a capire»).

Il brano è accompagnato dal relativo video diretto e interpretato dallo stesso White, che si esibisce, solitario, in un’American Legion Hall completamente deserta, mentre esegue la canzone sul palco o seduto al bar a sorseggiare una lattina di birra Narragansettv, o ancora mentre vaga per il locale cercando una via d’uscita ma senza mai trovarla. Sul finale, il cantante si dirige verso una porta che si è aperta all’improvviso e fissa la luce bianca accecante che arriva dall’esterno. Un senso di solitudine splendidamente esaltato da versi come «Ho una barca a vela con il suo nome dipinto sopra / ma non so navigare».

Per il dettaglio completo sull’album e altri streaming disponibili vi rimandiamo alla pagina dedicata. Il 25 settembre 2021 Jack White ha inaugurato il nuovo record store londinese della sua Third Man Records, e proprio in occasione dell’evento si è esibito a sorpresa in città scegliendo due location ad hoc.

Sulle nostre pagine potete recuperare la recensione del sopracitato Boarding House Reach del 2018, firmata da Fabrizio Zampighi. Su SA trovate anche la recensione curata da Elena Raugei per Help Us Stranger del 2019, l’ultima fatica in studio della sua band The Raconteurs.

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