Gli Zen Circus raccontano i corsi e ricorsi generazionali in “Ok Boomer” (con Brunori SAS)

Per il terzo estratto dal loro prossimo album di collaborazioni Cari fottutissimi amici, dopo 118 con la partecipazione di Claudio Santamaria e Caro fottutissimo amico con l’amico di sempre Motta, gli Zen Circus scelgono Ok Boomer come terzo estratto.

La canzone, nata da una bozza inviata loro da Brunori Sas, è l’unica del lotto a non esser stata proposta dal gruppo pisano. Loro la definiscono appropriatamente «l’incontro fra il mondo Brunoriano e quello Zen, dove una canzone d’autore italiana a tutto tondo si veste della ritmica e delle chitarre del rock d’oltreoceano». Stilisticamente abbiamo una naturale fusione dei due stili, una ballata rock classica, forse troppo, benché arrangiata con gusto.

Il testo è un ispirato e arguto guardare con disincanto (alla fine pacificato) ai passaggi generazionali e alle trasformazioni che comportano. La tecnica di mantenere nei ritornelli alcune parole uguali ma in frasi diverse articola le riflessioni in modo efficace.

Nel clip girato da Stefano Poletti, un adolescente con maglietta dei Nirvana e skate, è a casa con i genitori che, proverbialmente, non lo capiscono. Nel walkmen c’è la cassetta con il titolo della canzone scritto a mano, in tv girano delle immagini di Sarajevo, mentre sul calendario la data di riferimento è il 1992. Il clip alterna brevi scorci di vita e riprese in cui il protagonista recita il testo della canzone. Nel finale il contrappasso: il ragazzo allo specchio si vede improvvisamente adulto. E il ciclo da giovane e ribelle a vecchio “nostalgico e patetico” è compiuto.

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