Garbage. Reimmaginare la società, “No Gods No Masters”
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sentireascoltare
- 29 Aprile 2021
Ho cercato di cogliere il senso di questo mondo. Ho cercato di capire il senso della destra e della sinistra, letteralmente. Intendo dire perché alcuni votano la destra? Perché altri votano la sinistra? Tutto questo deriva dalla preoccupazione per noi stessi, per i nostri amici, per le nostre famiglie e per i nostri bambini… questo brano vuole ridisegnare una società futura, per i nostri figli, affinché possano evitare di ripetere i nostri stessi errori e di lasciare che l’avidità corrompa il loro pensiero.
Shirley Manson
Secondo brano in streaming per i sanguemisto Garbage in uscita con un nuovo album a giugno a cinque anni di distanza da Strange Little Birds. Se il primo estratto – The Men Who Rule The World – mostrava un sbilenco tiro funk e effetti 8bit, quest’ultimo, No Gods No Masters, che risponde al nome della title track, è un synth pop a carburazione techno e detonazione shoegaze, ovvero il quadrato e le spirali a svilupparsi all’interno.
A cantarlo ritroviamo una combattiva Shirley Manson, con strofe come «Be good, don’t be scared / Nothing lasts and no one stays / The same forever, so accept the change». Perché lo si è capito, questo degli scozzesi-statuntensi è un disco politico ma pur sempre un lavoro pop, che non rinuncia alla rotondità nel ritornello, ma anche lì ti mette una buona dose di realismo («The future is mine just the same / No master or gods to obey / I’ll make all the same mistakes / Over and over again / Over and over again»). Bisogna reimmaginare la società per un futuro migliore o perlomeno diverso, afferma la band, e questo a partire dalla gente, una consapevolezza che, in particolare, Manson ha fatto propria al ritorno da un viaggio a Santiago del Cile durante le proteste di piazza.
Il videoclip, diretto da Scott Stuckey e curato da Andy DeLuca, vuoi per la scelta dei colori acidi, vuoi per l’iconografia (vedi Manson vestita da suora in croce), ricorda quello di Heart Shaped Box dei Nirvana (dove il regista era Corbijn).
