Arab Strap. “Strawberry Moon”, le fasi di una dark disco lunare
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sentireascoltare
- 28 Marzo 2024
Il titolo non lo lascia intendere ma gli Arab Strap di I’m totally fine with it don’t give a f*** anymore sono un duo che ha voglia di rinnovarsi e un ulteriore conferma di ciò arriva da Strawberry Moon.
È il secondo singolo dal disco in uscita a maggio, un lavoro di cui abbiamo già ascoltato un paio di brani a partire da Bliss che li vedeva allinearsi ad una produzione aperta ad arpeggiatori e pulsazioni dance contemporanei. Nel videoclip relativo a quel brano: un coreografo (Jack Webb) e una ballerina (Molly Scott Danter) esprimevano la tensione del testo, una storia di “donne che vengono terrorizzate online, e di come ci esponiamo sui social mentre ci nascondiamo da soli a casa”. La formazione è rimasta solida sulle proprie fondamenta – il raccontare la sofferenza e le difficoltà della vita – a cambiare era il contesto dell’analisi, adattato al mondo in cui viviamo, diviso tra realtà e virtualità, solitudine e interfacce.
La band non ha nemmeno perso un beffardo senso dell’umorismo. E lo vediamo in azione nella sceneggiatura abbinata all’ultimo estratto, il sopracitato Strawberry Moon, in cui a cambiare è sia il genere del racconto (un b movie) che la musica che lo accompagna.
Con una Roland 808 a riportarci negli 80s della prima scena dance come hip hop e un ferino basso post punk, ritroviamo Aidan Moffat nei panni di un prete impostore in una torbida (nonché ironica) vicenda di vampiri e lupi mannari ambientata in un club e in un cimitero. Il testo qui ha a che fare con un brutto periodo vissuto dal cantante in cui solo le fasi della luna osservate dalla finestra potevano confortarlo.
