Adele. Amore, infanzia e famiglia in bianco e nero (e a colori) in “Easy On Me”
-
sentireascoltare
- 19 Ottobre 2021
Easy On Me, il lead single di 30, il nuovo album di Adele, è corredato dal relativo videoclip, le cui prime immagini erano già presenti nel teaser di presentazione del brano stesso. Se il pezzo è classicamente Adele, di quelli che s’affidano a un grappolo di note che ti par di aver già sentito durante l’adolescenza o per tutta la vita, il video diretto dal pluripremiato a Cannes Xavier Dolan (Mommy e già al lavoro su Hello, da 25) lo racconta immaginando la popstar al centro di una casa di campagna piena di ricordi e in un viaggio che si lascia un po’ tutto alle spalle (pentagrammi compresi).
Del resto parliamo di una classica ballad 80s, di quelle composte al pianoforte con in testa non tanto il synth pop e i capelli cotonati, quanto il più classico dei motivi universali. Quello che tutti riconoscono la prima volta che lo ascoltano. Qualcosa di già sentito eppur inedito. Insomma il pop che comunica alle masse e lo fa gettando il cuore oltre gli ostacoli e le maschere che indossiamo ogni giorno. Nel caso di Adele l’infanzia, di cui la casa dalle ampie finestre spalancate sulla natura si fa metafora, è lo specchio di un periodo nella sua vita volato via troppo in fretta, con fama e decisioni troppo grandi da ponderare. Un tempo che è anche il presente del figlio Angelo Adkins, che al contrario di quello della Consoli, non compare nel clip («I was still a child / Didn’t get the chance to / Feel the world around me / I had no time to choose what I chose to do»).
Easy on me – nella lettura che ne fa Genius – pare rivolto in primis proprio a lui. La cantante gli chiede comprensione in un momento così difficile della propria vita, consapevole del fatto che non ci sono parole o concetti che un bambino della sua età (8 anni) possa capire per metabolizzarlo. Dunque c’è un divorzio di mezzo, e l’interlocutore è anche il padre, ovvero l’ex marito. A lui Adele si rivolge con franchezza: non c’è più spazio per pensare a un risanamento («There ain’t no room for things to change»), sono stati fatti sforzi enormi («You can’t deny how hard I have tried / I changed who I was to put you both first»), ma ora è tutto finito («But now I give up»).
Presentandosi nella veste più classica e con i temi più abusati del pop, Easy on me è un perfetto esempio per spiegare come Adele sia riuscita a ottenere così tanta fama e successo. Il brano risulta sincero e sentito, l’arrangiamento sobrio e senza tempo. La scelta di non debordare nel ritornello è funzionale al messaggio che Adele ha voluto recapitare. Questa è una canzone fragile, delicata, pronta per entrare nel suo canzoniere dalla porta principale.
30 è in arrivo il prossimo mese, al link i dettagli. Su queste pagine trovate la recensione del precedente 25, a cura di Marco Boscolo.
