What We’ve Lost #6 – Shadows of the Sun
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Luca Roncoroni
- 27 Giugno 2016
Questo nuovo episodio di What We’ve Lost, la nostra rubrica dedicata alle label e agli artisti indipendenti italiani, non avrà – diversamente dal solito – per protagonista i lavori di un’unica etichetta, ma tre uscite di giugno 2016 meritevoli, per diversi motivi, di essere scoperte. La macroarea comune è a grandi linee l’elettronica, per quanto i singoli dischi presentati siano stilisticamente molto distanti tra loro, tra una imaginary soundtrack di elettro-acustica ambientale, un progetto di beatmaking e un policromo pop elettronico, con un arbitrario ma suggestivo filo comune a livello tematico rappresentato dal sole e dal fuoco, elementi citati già nel titolo di ognuno dei tre lavori.
Marco Cella – Solaris (an unofficial soundtrack) (2016)
Marco Cella è una “vecchia” conoscenza di SA, grazie al suo oscuro progetto Noisekraft, di cui abbiamo recensito l’ottimo The Neverending Nothing. A un anno di distanza arriva questo nuovo Solaris, orgogliosamente firmato senza moniker, immaginaria colonna sonora all’omonimo videogioco Atari del 1986. I cinque movimenti in cui si articola l’album sono però quanto di più distante si possa immaginare dalle originarie sonorità della console 2600, sviluppandosi in un flusso continuo di ambient elettro-acustica onirica e soffusa, a formare una imaginary soundtrack da siderali esplorazioni dello spazio profondo, per atmosfere evocate più simile ad un Interstellar o all’omonimo film di Tarkovskij che al videogioco citato. Da non perdere l’ascolto accompagnato dai visuals che trovato di seguito.
Gizmo – The Volcano Tape (2016)
Abbiamo già incontrato su queste pagine anche Francesco Caprai, in occasione dell’ottimo Columns firmato con il nome Omake. Gizmo è invece il suo nuovo progetto di beatmaking, quasi a riprendere e approfondire quella componente hip hop che già attraversava trasversalmente il disco precedente costituendone l’ossatura ritmica portante. The Volcano Tape è un bel saggio di ortodossia old school e mood totally black, tra beat più chillin’ come Last Year e richiami al blues più tradizionale in Sheed (How Can I Explain Myself). Avvolto in una patina vintage tra il tributo ad Eric B. e le recenti (s)composizioni di Romare, il disco scorre rapido (nessuna traccia supera i 3 minuti di durata), divertito e divertente. Potete ascoltarlo e scaricarlo in free download dalla pagina Bandcamp di Gizmo.
Dopo una gestazione travagliata, vede finalmente la luce l’esordio del progetto Eego di Antonio Castellano. June EP è un delizioso Bignami di crepuscolarismo estivo che veleggia fumoso tra vaghe morbidezze house, fosche tinte trip hop e aperture squisitamente pop che lo avvicinano a lavori come il recente Something for Someone dei bresciani Mulai o ad un Anoraak più etereo. La voce di Aura regala melodie soffuse (Mask, Night, la conclusiva Dear) che sono spezzate con equilibrio da episodi strumentali più urbani e spigolosi, come nel caso dei sapori bristoliani della programmatica Lost in June o delle scorie hip hop di Wings. Tra Massive Attack, Ninja Tune e l’estate che avanza.
