Flow

FLOW #72 – Ultracasa 3000

La ragazza di Porta Venezia usa l’escamotage della rivelazione mostrando il proprio io interiore ma continuando a celare il suo volto, alimentando ancor di più il mistero che gravita attorno al suo personaggio. UNA VITA IN CAPSLOCK è un viaggio introspettivo tutto rigorosamente in maiuscolo. La scenografia è un infinito palco ricoperto da un pavimento nero lucido calpestato da tante M¥SS KETA che interpretano diversi ruoli: mistress futuristica, direttrice e al contempo segretaria à la Maggie Gyllenhaal, odalisca vaporwave, imperatrice romana che giace sul triclinio, ecc. A seguito di ciò, riportiamo le parole della cartella stampa: «trionfo fetish senza precedenti che spazia da Barbarella a Matrix, da Caligola a Andy Warhol, fino ad arrivare all’archetipo della cultura audiovisiva degli ultimi decenni: i monitor della TV via cavo che alternano immagini a barre di colore, ricordo degli anni ’80, il decennio in cui nacque MTV». Tutto ciò rispecchia profondamente le parole della MISS che ha così descritto il brano: «DICONO CHE IO SIA UNA DIVA ESAGERATA, ESPLOSIVA, ESASPERATA ED ECCESSIVA. LA MIA VITA È UNA SELVA OSCURA IN CUI HO SCELTO DI PERDERMI, FRANTUMANDOMI E SMARRENDO DEFINITIVAMENTE LA RETTA VIA. MA È PROPRIO IN QUEL BUIO PROFONDO CHE MI CIRCONDA CHE HO PREMUTO IL TASTO PER TRASFORMARMI DA DOMATA A DOMATRICE, DIVENTANDO PROTAGONISTA DI UNA VITA SFRENATA, INCONTROLLABILE E SURREALE: UNA VITA IN CAPSLOCK.» Il brano è un singolo inedito prodotto dal RIVA, che giunge dopo la pubblicazione dell’album del 2017 Carpaccio Ghiaccato, mentre il video è stato diretto Simone Rovelli, con la direzione creativa del collaboratore di lunga data Motel Forlanini e le coreografie di Giulia Moretti.

Marshmello dopo aver pubblicato Spotlight il mese scorso, con la concessione della madre del defunto Lil Peep ha reso omaggio al giovane rapper e interprete del brano con un video realizzato dal regista e amico Nick Koenig. Il videoclip, dalla notevole e vivida incisività cromatica, è ambientato in un ristorante chiamato Crybaby – il cui nome ricorda uno dei tatuaggi di Lil Peep – e narra la tumultuosa rottura sentimentale tra due giovani motociclisti fuorilegge. Dopo aver visto il suo ex giungere al diner in compagnia di una ragazza e un’altra coppia, la protagonista tornerà a casa, cercando di tranquillizzarsi, ed è proprio tra gli ambienti domestici che l’attenzione del regista si concentrerà su una serie di oggetti che sono cimeli della relazione passata, dando a uno di essi un valore risolutivo. Koenig ha commentato così: «Le relazioni hanno un modo di sopraffare il significato e il contesto degli oggetti fisici, fino al punto di dirottarli. Quello che una volta era solo un oggetto domestico, ora potrebbe essere qualcosa che ci ricorda quella relazione… Come la morte di Peep, nessuno ha potuto salutare correttamente, ma ciò che ci ha lasciato resta con noi»

In attesa del nuovo album I Don’t Think I Can Do This Anymore – via Hopeless Records – i Moose Blood hanno pubblicato il video del singolo Have I Told You Enough. Diretto dal regista Lewis Cater, il clip – distopico e romantico prende libera ispirazione da Black Mirror, ricordando anche l’episodio House of Whacks dei Simpson. Il protagonista del videoclip è l’inquilino di una casa lussuosa, ipertecnologica e senziente, che durante un guizzo di eccessiva umanità, metterà a repentaglio la vita stessa dell’uomo.

I losangelini Moaning hanno pubblicato il video di Tired, brano che anticipa l’uscita del loro album di debutto omonimo, previsto per il prossimo 2 marzo via Sub Pop. L’artista texano Ambar Navarro ha diretto il video del brano, nel quale vediamo immagini della band mentre suona in playback che vengono alternate a scene che raffigurano una casa in miniatura in fiamme, nella quale accadono altre assurdità, come un criceto gigante che fa il bagno in una vasca. Nel comunicato stampa il regista ha dichiarato che «dietro le porte chiuse sperimentiamo una serie di storie strane… Il video di Tired gioca con effetti speciali analogici, creando ambienti e scenari onirici» proprio come lo sonorità shoegaze e post-punk della band.

Con il video di Love On Repeat i Pianos Become The Teeth chiudono la trilogia che anticipa l’uscita del loro quarto album Wait for Love. Come nei capitoli precedenti, Charisma e Bitter Red, le protagoniste continuano a essere rispettivamente le due attrici Madeline e Nataysha, ancora una volta truccate come delle calavere messicane: le vedremo danzare tra le luci soffuse di un teatro. In principio il video di Charisma doveva essere un clip autoconclusivo, ma poi la band ha deciso di estendere la storia ad altri due capitoli.

Nel loro omonimo album di debutto pubblicato durante il 2017, i romani Piuma Makes Noise hanno creato un disco che è una miscellanea di sonorità non troppo derivative ma ben bilanciate, dilatata con picchi di persistenti di trip hop, post rock, dream pop ed elettronica, accompagnando il tutto con la voce di Denise. Lullaby è la classica ballata del disco, ed è anche stata scelta dal regista Mauro Russo Rouge come colonna sonora del suo nuovo film IRA. Il clip che accompagna il brano è stato diretto dallo stesso regista, riportando estratti del lungometraggio: la storia di un ragazzo sociopatico che si innamora di una prostituta, ovvero l’unica persona con la quale ha dei contatti.

I Letters From The Colony, band sotto Nuclear Blast, escono con il terzo singolo intitolato Galax, dall’album di debutto Vignette, che uscirà il 16 febbraio. Un video suggestivo diretto da Simon Bo Silvedahl e Alexander Landström ambientato in un bosco innevato, dove una ragazza fugge da qualcuno, una figura anonima, che la raggiunge; al risveglio, alla luce del giorno, sembra non ricordare nulla e, guardandosi attorno, l’unica cosa che può fare è scappare di nuovo.

Tra post noise e post rock ecco i Buzzøøko, che con Love Is Indie Air rispolverano il loro lavoro Giza uscito lo scorso 24 aprile. Anche qui, nel clip firmato da Simon Gallo e prodotto da LAOWAI, il tema della fuga da un qualcosa che non si conosce e che spaventa è preponderante, aiutato da un bianco e nero luminoso: il protagonista fugge inseguito da un essere antropomorfo armato, mentre poi lo si vede preda di altre tre oscure figure; tutto questo aumenta il senso di disagio e tensione, raggiungendo infine un poco rassicurante finale.

È uscito il 2 febbraio Neon Desert, ultima fatica di Rhò, musicista, compositore e artista poliedrico beneventano, che qui si presenta con Cross, diretto da Daniele Napolitano: in un non meglio definito futuro desertico e post apocalittico, una creatura fatica a muoversi ma riesce comunque a mettersi in cammino attraverso un terreno quantomeno ostile e a difficoltà motorie; questo “viaggio”, esortato dal cantato di Rhò, lo porterà ad una metamorfosi completa che si concluderà con la sconfitta dell’artista.

Un tuffo nell’ambient grazie a Wælder, duo viennese/berlinese che il 26 gennaio scorso ha pubblicato via Denovali Records l’album Non Places. Qui presente Omr, seconda traccia dell’album, accompagnata da un video simbiotico: infatti il suono ambient spesso lento e noioso, prende vita e raggiunge una sua drammaturgia grazie alle immagini di una grotta colorata, in cui si possono ammirare le sfaccettature delle singole rocce, quasi a voler rispecchiare quelle del pezzo.

John Snellinberg dirige una sorta di incubo in salsa argentiana: una coppia, tra lavoro e vita quotidiana, affetti e solitudine, vive un dramma che rimane a metà tra realtà e finzione. Con una colonna sonora adatta a un girato come questo, i Calibro 35 escono con Super Studio, brano estratto dal loro album Decade (qui recensito da Andrea Murgia).

Continua l’esplorazione visiva nell’universo musicale di We Are History, il nuovo album della svedese El Perro del Mar, un lavoro di sole sei tracce la cui pubblicazione è prevista per il prossimo 23 febbraio. Più oscuro del precedente KoKoro, il disco scava nel profondo dell’umanità, e testimonianza ne è il video di Mirrors. Il secondo episodio estratto dall’album è stato nuovamente diretto dal regista Connor Hurley, il quale ha voluto raffigurare la lotta e la perseveranza delle donne nel corso della storia. I personaggi che appaiono sul buio palco di scena, illuminato da una sola luce spot, rappresentano la stessa donna in tre stadi della vita, nell’intento di comunicare con il proprio passato e presente.

Dalla Nuova Zelanda arriva il nuovo video degli Unknown Mortal Orchestra, giunti ormai alla pubblicazione del quarto album: si intitolerà Sex & Food ed uscirà il prossimo 6 aprile via Jagjaguwar Records. American Guilt ne è un estratto e può contare sul videoclip di animazione firmato da Greg Sharp, dove una sequenza orizzontale mostra i particolari di una discarica come sfondo allo psych rock tipico della band.

Il metallo rugginoso dei Wrong risuona nel singolo Culminate, anteprima dell’album Feel Great che sarà pubblicato il prossimo 13 aprile per Relapse Records. Nel video la band di Miami (che conta membri di Torche e già di Kylesa e Capsule) esegue il pezzo in un claustrofobico scantinato, per poi aggirarsi per la città. Gli stessi componenti hanno commentato un po’ scherzosamente in questo modo, a proposito del clip: «È una rappresentazione onesta di ciò che riguarda questa band: quattro persone, con capelli di diversa lunghezza, che fanno quello che amano fare. E che a volte fanno una pausa per cenare».

My Curse and Cure è il nuovo video degli Hercules & Love Affair, curato dallo stesso protagonista del progetto, Andy Butler, insieme a Joie Iacono. Il brano è tratto dall’album del 2017 Omnion, di cui sulle nostre pagine trovate la recensione ad opera di Luigi Lupo. Le immagini riportano danzatrici in costumi etnici, giochi visuali col green screen e piani stratificati, che a loro volta si mischiano in maniera caotica a scene di repertorio di bassa qualità.

Gli Harm’s Way hanno appena pubblicato Posthuman, quarto full length da cui è tratto il brano di questo video, Become a Machine. La band powerviolence del roster Metal Blade si mostra nel clip di Max Moore parallelamente alla storia di un ragazzo, prigioniero di un sistema che lo tiene sotto controllo e lo sfrutta come se fosse una macchina.

Il video di Beliar anticipa la pubblicazione del terzo album di GosT, progetto dark/synthwave di James Lollar. Il disco sarà pubblicato dall’etichetta Blood Music il prossimo 23 marzo col titolo di Possessor. Il clip in bianco e nero racconta il tentativo di esorcismo nei confronti di una ragazza.

Nuovo singolo per gli eclettici Ho99o9, che lo scorso anno sono usciti con l’album United States of Horror e che in settimana hanno condiviso il brano Lights Out, realizzato in collaborazione con la band industrial 3Teeth. Il brano accompagna l’annuncio di un tour congiunto delle due formazioni, che però non prevede date in Europa.

 

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