Dopo quelle della scorsa puntata, altre due eliminazioni hanno animato il quarto live della nuova stagione di X Factor. Questa volta la roulette russa è stata azionata da una prima manche, con concorrenti a esibirsi in un unico grande medley composto dai loro inediti. Si è trattato di una sorta di giostra in cui i ragazzi rimasti in gara hanno riproposto i propri cavalli di battaglia, dandoci l’occasione di riassaporare il potenziale dei brani con scenografie più sobrie e arrangiamenti più asciutti.
La giostra degli inediti è stato anche un vero e proprio plotone di esecuzione, perché il pubblico votante si è dovuto fare bastare quel minuto di palco che i concorrenti avevano a disposizione per esprimere la propria preferenza. A conti fatti, le band sono sembrate quelle che hanno sfruttato meglio la versione ridotta dei loro singoli: i Bengala Fire con Valencia non sono nulla di nuovo, ma il sound brit-rock è gradevole; Le Endrigo, zitti zitti, sono entrati nelle nostre orecchie con l’emo-core della loro Cose piu’ grandi di te; Rebel Rebel dei Mutonia è un pezzo robusto che sembra chiamare in causa i Motorhead. Godibile è sembrato anche Baltimora con la sua Altro, che è il migliore dei brani più classico/sanremesi di questa edizione. L’eliminato è dunque Versailles, cantautore crossover emo-grunge-hop che ci è sembrato fuori fuoco fin dall’inizio. Giusto così.
La seconda parte dello show si configura come un’unica grande manche, in cui gli otto concorrenti hanno proposto altrettante cover. Erio apre le danze con un salto di stile rispetto alla sua comfort zone da artista introverso: porta London Calling dei Clash, arrangiata da lui stesso e spogliata da ritmi in levare e aggressività punk. Porta il piglio della band di Joe Strummer verso derive elettroniche e atmosferiche e l’operazione convince molto i giudici. Nika Paris rimane sul francese come lingua preferita: Dernière Danse di Indila è un brano dal sapore balcanico che non aggiunge molto rispetto a quello che sapevamo già sullo stile della concorrente di Mika: molta precisione e giusto equilibrio, perfetto per la televisione, ma manca l’empatia.
Le Endrigo si giocano il tutto per tutto con Malamente di Rosalìa in versione Ska-P. La canzone originale perde tutto il suo sex appeal e ci sembra che la band di Emma abbia fatto un grosso passo indietro rispetto alla scorsa puntata. Baltimora fa una bella figura con Un uomo che ti ama di Lucio Battisti. Il testo del brano («donna tu sei mia, e quando dico mia, dico che non vai più via») non è invecchiato benissimo (vedi alla voce #metoo), però la produzione è di alto livello, fra Peter Gabriel e Ivan Graziani. Tra i migliori della serata. Fellow raccoglie la sfida dell’italiano ed esegue una versione di Anche Fragile di Elisa dall’altissimo tasso emozionale: i giudici sono entusiasti, ma il ragazzo ha uno stile veramente troppo stantio.
Gli ospiti della puntata sono i Bloody Vinyl, ovvero un progetto collaborativo che questa sera ha visto sul palco J Lord, Shari e Young Miles. La crew presenta in anteprima Testamento, un hip hop in napoletano che omaggia l’attesa stagione finale di Gomorra, in onda a partire dal 19 novembre su Sky Atlantic. La performance, nonostante un buon flow da parte del rapper napoletano di origine ghanese J Lord, non fa che sottolineare le sensazioni di SA in sede di recensione: il progetto è messo insieme per «buttare giù i server di Spotify e diventare uno degli album più “venduti” dell’anno in Italia».
Meno personalità rispetto al passato, ma più cuore viene fuori dall’esibizione dei Bengala Fire, che portano Evil degli Interpol sul palco di X Factor. Il brano è difficile di suo, ma i quattro non fanno niente per renderlo più originale e, anzi, come dice Mika, la sensazione è quella di avere di fronte una decente cover band. La band può però contare su un nutrito seguito che non la abbandona nel momento del bisogno. Promossi al prossimo live.
Per la seconda volta consecutiva gIANMARIA dimostra di essere il concorrente perfetto per il talent show. La sua totale inconsapevolezza nei riguardi dei brani eseguiti si trasforma facilmente in freschezza performativa. Così la sua versione di Stella di mare di Lucio Dalla, in stile Madame, è uno dei migliori momenti della serata.
Dopo il cazziatone della scorsa puntata, i Mutonia si cimentano con il proto-grunge di Gigantic dei Pixies. Vengono criticati per la mancanza di purezza e sensualità, ma il brano è robusto e la band ha il giusto menefreghismo per affrontarlo. Il trio è forse la band che ha meno bisogno di stare dentro X Factor, il suo atteggiamento lo dice forte e chiaro e il pubblico sembra percepirlo. Non a caso saranno loro (al ballottaggio con Erio) a lasciare lo show a fine puntata. La compagine di Agnelli comincia a vacillare.
Giovedì prossimo arriva Ed Sheeran e i giochi si faranno davvero incandescenti.