Once Upon a Time in Shaolin – l’album dei Wu-Tang Clan prodotto in una sola copia extralusso – potrà finalmente essere ascoltato, o perlomeno una sua parte.
L’opera è stata oggetto di una delle storie più inclassificabili degli ultimi anni. A maggio del 2015 il leggendario album del collettivo di Staten Island viene venduto per 2 milioni di dollari a Martin Shkreli, allora boss di Turin Pharmaceuticals nonché finanziatore del Collect Records, magnate tristemente noto per aver alzato alle stelle il prezzo del Daraprim (un farmaco usato per trattare i pazienti affetti da AIDS e cancro) meritandosi l’appellativo di pharmadouche (ovvero il “farmacretino”). Impossessatosi del prezioso disco, il tycoon viene indagato per frode dall’FBI che lo arresta lo stesso dicembre, accusandolo di aver architettato un elaborato schema di Ponzi ai danni del suo ex datore di lavoro. L’accusa è di sottrazione indebita di milioni di dollari.
A questo punto la storia prende una piega surreale in cui realtà e fiction si sovrappongono: Shkreli, libero su cauzione e con una condanna a vent’anni a pendergli sulla testa, minaccia di distruggere l’unica copia dell’album in un allucinante diss video in cui chiama in causa direttamente Ghostface Killah. Il rapper del collettivo lo aveva preso in giro chiamandolo “shithead” nei giorni precedenti, così il manager lo ripaga con la stessa moneta impersonando il villain della storia. L’anno successivo è l’anno della vittoria di Trump. Il perfido tycoon festeggia facendo ascoltare parti dell’album solo-per-le-sue-orecchie in un famigerato live stream ma c’è poco da festeggiare: la sentenza che lo trova colpevole dei reati ascritti arriva di lì a qualche mese. La condanna è a sette anni. A quel punto, Shkreli si gioca il tutto per tutto: cerca di vendere il disco su eBay, RZA tenta persino di ricomprarlo, ma l’FBI blocca tutto. Il disco, assieme ad un patrimonio di circa 7,36 milioni di dollari, fa parte dei beni congelati all’ex manager farmaceutico che verrà rilasciato di prigione nel 2022 dopo un tentativo da parte sua nel 2020 in cui chiedeva al giudice la scarcerazione per salvare il mondo, dichiara, infatti, di aver scoperto un vaccino per il Covid-19. Richiesta chiaramente respinta.
Nel frattempo, il Governo statunitense, a quel punto proprietario di Once Upon a Time in Shaolin, vende l’opera al collettivo PleasrDAO che nel 2021 promette di farlo ascoltare senza specificarne le modalità, questo fino ad oggi. Ai Frying Pan Studios del Mona (Museum of Old and New Art), in Tasmania, il settimo album della formazione sarà fatto ascoltare a partire dal 14 fino fino al 24 giugno all’interno di listening party su prenotazione. Il progetto s’intitola Namedropping Wu-Tang Clan e, nello specifico, non si parla dell’ascolto integrale del disco ma di sessioni d’ascolto di 30 minuti. I biglietti saranno in vendita a partire dal 30 maggio.