Nell
Nell & The Flaming Lips, foto per la stampa di Atria Creative (2021)

Weekend discografico. Ascolta gli album di Nell & The Flaming Lips, Sunn O))), Richard Dawson & Circle, Felpa e altri ancora

Psych pop, mondi paralleli, del folk che sconfina nel prog, Popol Voh e Tangerine Dream, il nuovo disco di Felpa (Offlaga Disco Pax) e Flaming Lips e Nell alle prese con le cover di Nick Cave (con quest'ultimo che applaude) e molto altro...

Metti che sei una fan sfegatata dei Flaming Lips, hai quattordici anni e ti ritrovi a conoscere Wayne Coyne allo Sled Island Festival di Calgary, in Canada. Metti pure che lui, che è un tipo imprevedibile, ti proponga di registrare una manciata di cover di Nick Cave perché pensa che tu che non lo conosci affatto potresti dar a quei pezzi un non so che di originale. Certo certo, una di quelle cose che si dicono nei backstage a fine show sotto l’effetto dell’adrenalina. Quelle chiacchiere che non si trasformeranno mai e poi mai in realtà. O no? Se ti chiami Wayne Coyne queste, al contrario, sono fatti karmici in cui vale la pena buttarsi anima e corpo. E poi come dire di no a una che ti canta sotto il palco tutti i testi delle tue canzoni vestita da pappagallo? C’è una cosa più Flaming Lips di questa? La formazione e la ragazza si incontrano sul serio, provano e incidono la loro versione di un primo pezzo di Cave, Girl In Amber, realizzando anche un videoclip ad hoc. La cosa prende bene loro e lei, figuriamoci. Tempo un annetto ed esce un album intero che riceve la benedizione di King Ink in persona. E dunque com’è questo Where the Viaduct Looms? Innanzitutto è l’happy ending di una favola contemporanea, quella di una fan che registra un disco con la propria band preferita. Nel concreto, è una seducente raccolta di traduzioni psych folk o pop dell’opera caveiana, niente che cambierà la storia della musica eppure qualcosa di onirico, con un tocco naïf se vogliamo à la Daniel Johnston (The Kindness Of Strangers).

Da ascoltare di filata alla sopracitata collaborazione, magari immergendoci in un mood più notturno e solitario, c’è Prospettiva (strumentale), il nuovo album di Daniele Carretti degli Offlaga Disco Pax, in arte Felpa: dieci brani fatti di quella stessa miscela di new wave, post-punk, Kraftwerk e letteratura speculativa che ha agitato i pensieri e allungato le ombre sui muri di gente come Ian Curtis, Martyn Ware, Ian Craig Marsh e Adi Newton. Sprofondando in altri tipi di catarsi, c’è l’ambient album di Tobias, Hall ov Fame, ma anche Metta, Benevolence. BBC 6Music: Live on the Invitation of Mary Anne Hobbs, il live album dei Sunn O))) composto da tre tracce che vedono la collaborazione di Anna Von Hausswolff ai sintetizzatori e alla voce, e Two Men in a Boat, lavoro collaborativo tra l’artista e sperimentatore vocale francese Ghédalia Tazartès e il compositore avant di Manhattan Rhys Chatham. Si tratta probabilmente dell’album raccoglie l’ultima musica registrata da Tazartès prima della sua scomparsa, avvenuta a febbraio 2021. Non meno potente il singolo collaborativo digitale, Treetop/Stoat, che vede assieme Kevin Martin, in arte The Bug, e il cantante degli Sleaford Mods, Jason Williamson: elettronica distopica meets rap-punk.

Rimanendo nel circolo delle musiche che ti tirano dentro per portarti in altrove che non ti aspetteresti, c’è Probe 6-8, il nuovo album dell’attuale line-up dei Tangerine Dream, ovvero Thorsten Quaeschning, Ulrich Schnauss e Hoshiko Yamane, e soprattutto Henki, il disco che il menestrello dell’Inghilterra profonda Richard Dawson ha realizzato con la band heavy metal finlandese Circle. Si tratta di 7 brani folk rock che si allungano su minutaggi prog e infatti il gusto per il racconto, i cambi di tempo, le circolarità strumentali, l’utilizzo di una strumentazione non prettamente rock (violini, pianoforte), l’enfasi messianica sul ritornello, il generale gusto anni ’70 con il quale sono stati pensati gli arrangiamenti, vanno esattamente in quella direzione, con risultati un po’ kitsch, un po’ pomposi, ma niente di stigmatizzabile, anzi. Questo è un weird world in cui è bello perdersi per un po’ specie se amate Robert Wyatt, il cui falsetto viene palesemente tirato in ballo in più occasioni. Anche i KVB, duo composto dagli ex studenti della Goldsmiths, Kat Day e Nicholas, se ne intendono in quanto a musiche immersive e ipnotiche, in questo caso di area Brian Jonestown Massacre e Loop. Il nuovo album, Unity, è il settimo lavoro in studio.

Per quanto riguarda ristampe e boxset, un’uscita importante è quella che recupera il periodo discografico di David Bowie dal 1992 al 2001. S’intitola David Bowie 5. Brilliant Adventure e contiene il lost album Toy. Sull’elettronica c’è invece da segnalare l’album di SectorSept, recente acquisto della Gobstopper di Mr. Mitch. Il suo 954 è fatto di morbido funk che incrocia tante soluzioni d’arrangiamento: prima Detroit, i bassoni della florida, il gusto noir del giro trip hop, i giardini sintetici di OPN e altro ancora. Il taglio è retro-futurista, come lo è, marcatamente, quello di Entangled Routes, l’album su Ghost Box di Martin Jenkins, in arte Pye Corner Audio, che chiude così la trilogia iniziata con Stasis nel 2016. In quest’ultimo lavoro navighiamo sulle cosmiche note di una retroguardia sintetica, la stessa che faceva ieri John Carpenter per i suoi film e che fa oggi anche senza quelli, con l’aggiunta di memorie EBM, techno e 16bit. Anche Livity Sound non molla il colpo e propone il nuovo EP della coppia formata da Hodge e Simo Cell, Drums From The West.

C’è anche del jazz tra le uscite della settimana: l’ottimo Makaya McCraven pubblica su Blue Note Deciphering the Message, un remix album di alcuni classici del catalogo dell’etichetta (Art Blakey, Horace Silver, Hank Mobley, Kenny Burrell, Kenny Dorham) per dar loro un taglio moderno.

Dall’Italia segnaliamo Renee, in realtà Renato D’Amico, con il debut A casa mia, Roberto Angelini – membro della live band di Propaganda Live – con Il cancello nel bosco e, giusto per chiudere la tripletta, Fedez con Disumano.

Le uscite discografiche non sono finite qui. Trovate l’intero dettaglio nel consueto settimanale di SA, Weekly. Di seguito la playlist via Spotify: ogni settimana il meglio della musica di cui si parla su SA.

Tracklist

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