Weekend discografico. Ascolta gli album di Run The Jewels, Sonic Boom, Amnesia Scanner, Baauer, Trickfinger e altri

Pochi dubbi, è il weekend dei Run The Jewels. Il loro quarto capitolo - "Run The Jewels 4"  - è un centro pieno, il disco giusto al momento giusto

Pochi dubbi, è il weekend dei Run The Jewels. Il loro quarto capitolo – Run The Jewels 4 – è un centro pieno, il disco giusto al momento giusto, vuoi per le rime sinistrorse di Killer Mike che sembrano la colonna sonora perfetta per l’America devastata dalle manifestazioni all’indomani dell’omicidio di George Floyd, vuoi per la colorata giungla di campionamenti, beat e groove apparecchiata dall’ineffabile El-P, un mondo in cui è entusiasmante perdersi. Altrettanto denso di rimandi, ma decisamente distinto per suggestioni e urgenze, è All Things Being Equal, il disco che segna il ritorno sulla lunghissima distanza di Peter Kember con il suo alias personale Sonic Boom. La sua è un’ispirata cartolina da Lisbona in cui le ossessioni-mantra preferite dell’ex Spacemen 3 si fondono con la sognante psichedelia di Panda Bear (peraltro ospite del lavoro) e un gusto squisitamente pop di cui il Nostro è maestro (recensione di Tommaso Iannini).

Rimanendo sull’elettronica e su sonorità decisamente avvolgenti, abbiamo il secondo lavoro pubblicato dalle Editions Mego per la coppia di sciamani elettronici Anthony Child (aka Surgeon) e Daniel Bean e Roly Porter, ormai lontanissimo dai suoi anni dubstep. Il Kistvaen di quest’ultimo è cosmico e catacombale non a caso, dato che prende ispirazione da una tipologia di tombe di Dartmor, nel Sud Ovest d’Inghilterra. Chi invece rimane legato a vario titolo alla scacchiera del ritmo sono Baauer e gli Amnesia Scanner, entrambi sedotti dai crossover dei 90s e da una versione apocalittica del rave, con la differenza che il primo, puntando alla pancia, porta tutto sommato a casa il risultato (recensione di Luigi Lupo), mentre i secondi, nell’esplorare maggiormente il lato performativo del loro sound, disperdono un po’ dell’enorme potenziale del progetto (recensione di Edoardo Bridda – n.b. l’uscita del disco nel frattempo è stata posticipata al 19 giugno). Sempre ai Novanta punta l’elettronica balearica ed electro di Trickfinger, alias elettronico di John Frusciante, ritornato nel frattempo in pianta stabile nei Red Hot Chili Peppers, mentre su sonorità elettroniche maggiormente contemporanee e orientate al club è incentrato Pollen Pt. II, il nuovo acuminato EP di Metrist sulla Timedance del bristoliano Batu.

Sul fronte chitarristico i No Age ripropongono in Goons Be Gone quella commistione di r’n’r obliquo e trascinanti melodie lo-fi per la quale sono noti. Il disco è genuinamente divertente, con qualche picco di tutto rispetto (recensione di Massimo Onza) e lo stesso possiamo dire dei paladini della jangle australiana Rolling Blackouts Coastal Fever per il loro secondo album Sideways To New Italy. Sempre appartenenti al mazzo indie ma ora traslate su sonorità e fascinazioni – aridaje – 90s sono le Hinds di The Prettiest Curse, con il loro convincente pop venato di psichedelia contrappuntato da inserti elettronici. Più felpata invece la proposta synth- di Samuel Eastgate/Sam Dust, in arte LA Priest, con GENE, mentre i Muzz di Paul Banks (Interpol), Josh Kaufman (Bonny Light Horseman) e Matt Barrick si destreggiano tra indie rock e umbratilità cantautorali nell’omonimo esordio. Tornando a sonorità 80s ricalibrate su un declamato importante e wave abbiamo invece 5 Dreams, il primo album del progetto Soft Plastics trainato da Carey Mercer, songwriter e leader dei disciolti Frog Eyes. La sua è una performance vocale eclettica che ricorda Tom Verlaine, Talk Talk e David Bowie, e il lavoro va di conseguenza, inforcando però anche altre traiettorie tra le quali dub, hip hop e goth rock.

Venendo all’Italia abbiamo La scuola tedesca / Libia, singolo digitale pubblicato dai Camillas nel giorno del compleanno del compianto co-fondatore Mirko “Zagor” Bertuccioli, e Il Tempio degli Uomini Granchio, primo album di Mondoriviera, ovvero il progetto solista di Lorenzo Camera dedito a una sorta di post-elettronica lo-fi per un film (sinora) mai realizzato. I Mortali è invece l’ottimo esordio collaborativo di Colapesce e Dimartino, un disco di appartenenze, dedicato ai luoghi sacri della Sicilia, ai suoni antichi che ti formano e non se ne vanno mai, all’amore salvifico. Fra arrangiamenti beatlesiani e lunghe cavalcate sul precipizio del più bel pop, l’album riesce nell’impresa di presentare una scrittura a quattro mani priva di fratture nervose e scatti stonati, scrive Beatrice Pagni (recensione in arrivo). Sulle contaminazioni tra jazz, rock ed elettronica abbiamo invece Ego Boost del progetto Disorgan di Frank Martino.

Last but not least c’è da citare il singolo no streaming e disponibile unicamente per l’acquisto via Bandcamp dei dTHEd. La morale è che in tempo di Covid-19 o no, di streaming gli artisti non ci hanno mai campato, quindi è giusto slegarci dalle comodità della grandi piattaforme per aprire altri portali dedicati e supportare la scena. Il brano s’intitola ȜႮȠFरि☰☰ – ƒ╁र  e, come scrive Nicolò Arpinati nel suo articolo, segna un cambiamento di traiettoria rispetto alla complessa elettronica frattale dell’ottimo album dello scorso anno. Sempre a proposito di scucire soldi per una buona causa: gli Algiers pubblicano il 7″ Can the Sub_Bass Speak? con un nuovo brano intitolato It All Comes Around Again”. Il ricavato delle vendite, sempre via Bandcamp, verrà donato ad associazioni legate al Black Lives Matter.

Lato singoli: dopo avervi già anticipato il ritorno dei Travis, con il primo estratto da 10 Songs, A Ghost, segnaliamo l’arrivo della versione live di Side with the Seeds dei Wilco; So It Goes, nuovo brano targato Guards; Butterfly G di Lil Scared e Mariposa.

Precedenti editoriali: 29 maggio, 22 maggio, 15 maggio, 8 maggio, 1 maggio, 24 aprile, 17 aprile, 10 aprile, 4 aprile, 27 marzo, 20 marzo, 13 marzo, 28 febbraio, 21 febbraio, 14 febbraio, 7 febbraio, 31 gennaio, 24 gennaio, 17 gennaio, 10 gennaio.

Tracklist
  • 1 yankee and the brave (ep. 4)
  • 2 ooh la la (feat. Greg Nice & DJ Premier)
  • 3 out of site (feat. 2 Chainz)
  • 4 holy calamafuck
  • 5 goonies vs. E.T.
  • 6 walking in the snow
  • 7 JU$T (feat. Pharrell Williams & Zack de la Rocha)
  • 8 never look back
  • 9 the ground below
  • 10 pulling the pin (feat. Mavis Staples & Josh Homme)
  • 11 a few words for the firing squad (radiation)
Run The Jewels
Run The Jewels 4

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