Weekend discografico. Ascolta gli album di Flaming Lips, Marilyn Manson, Heliocentrics, Mana, David Toop e altri

Una parata di ballad diafane e solarizzate, cosmic jazz psichedelico, il complesso contrasto tra vita e oggettivizzazione, “concept cemetery”, e altre traiettorie sonore nel consueto editoriale del fine settimana. #FlamingLips, #MarilynManson #DavidToop #LucreciaDalt

Weekend solido e compatto all’insegna tanto dell’esplorazione di spazi sonori, quanto del songwriting di qualità. Abbiamo una Lucrecia Dalt che in No Era Solida analizza il complesso contrasto tra vita e oggettivizzazione attraverso un linguaggio inquietante ma efficacissimo fatto di elettronica colta, flussi ambientali e fredde derive glitch (recensione di Massimo Onza), e abbiamo su tutt’altri lidi e mood i Flaming Lips, con una parata di ballad diafane e solarizzate, veri e propri miraggi pop intrisi di angoscia, costantemente in bilico tra rapimento e senso di perdita (recensione di Stefano Solventi in arrivo).

In mezzo caliamo David Toop, che propone un interessante dittico che, seppur pervaso dal rigore sperimentale che ha sempre contraddistinto i lavori del professore inglese, ammette da un lato inconsuete aperture melodiche (Apparition Paintings) e dall’altro struggenti tuffi nella memoria (Field Recordings And Fox Spirits). Jesse Osborne-Lanthier con il suo “concept cemetery” Left My Brain @ Can Paixano (La Xampanyeria) OST, 28 tracce che viaggiano anche dalle parti del weightless sound, frutto di un processo di rivisitazione/de-composizione di brani e idee musicali del passato, “svuotati” della propria originale carica sardonica e resi pressoché irriconoscibili grazie ad anni di manipolazione (recensione di Giuseppe Zevolli in arrivo). E Marta de Pascalis nel cui esordio ufficiale sulla lunga distanza Sonus Ruinae l’ascoltatore è messo di fronte a un immaginario viaggio sonico attraverso il tempo, sviluppato con una strumentazione che alterna analogico e digitale con sapiente naturalezza (recensione di Nicolò Arpinati).

C’è anche il Reverendo in uscita con un disco questo weekend. Del suo We Are Chaos si è occupata Elena Raugei in sede di recensione. Riassumendo, ne esce un autoritratto dignitoso. Marilyn Manson non è più l’anticristo che sbaraglia la strada a colpi di hard, horror, industrial e glam ma un crooner affascinato dal southern (ghotic) che gioca con le carcasse del rock ma soprattutto ora del pop. Sempre interessante inoltre il percorso cosmic jazz psichedelico degli ineffabili Heliocentrics, che escono per la Madlib Invazion di Madlib (Telemetric Sounds), e ancora una volta preziosa la ricerca elettronica di MANA, il cui Asa Nisi Masa nasconde una citazione di Fellini e del suo 8 ½ (recensione di Lorenzo Montefinese).

Tornando alla canzone, The Universal Want è il disco con i quale i Doves tornano alla miscela e all’immaginario tra U2, primi Radiohead, Coldplay e Elbow che da sempre li caratterizza; LP2, come da titolo, è invece il secondo album dei Lo Tom, (super)band composta dai veterani dell’indie/alt rock americano David Bazan (Pedro the Lion, Headphones), Jason Martin (Starflyer 59, Bon Voyage), TW Walsh (The Soft Drugs, Pedro the Lion) e Trey Many (Velour 100, Starflyer 59). Tornando infine alle atmosfere, Passerine Finale è il secondo album solista di Jeremy Gara, batterista degli Arcade Fire, in uscita l’11 settembre 2020 sulla Invada Records di Geoff Barrow (Portishead).

Altre uscite del WE: la compilation di rarità dei Mastodon (Medium Rarities) con, tra le altre, le cover di A Spoonful Weighs a Ton dei Flaming Lips e Orion dei Metallica, Alasdair Roberts (Fretted And Indebted), Grand River (Blink a Few Times to Clear Your Eyes), Laksa (Sen On One), Asaf Avidan (Anagnorisis).

Singoli: James Blake (Godspeed, cover di Frank Ocean), Shame (Alphabet), Charles Muda (Com’eri), Mecna, Izi (Vivere), Tiromancino (Finché Ti Va)

Tracklist

Ti potrebbe interessare