Tricky, press photo di Erik Weiss per l'album “FALL TO PIECES” (2020)

Weekend discografico. Ascolta gli album di Tricky, Throwing Muses, Patti Smith, Hurts e altri ancora

Un Tricky scuro ed essenziale. Una Patti Smith dallo spoken word regale e incantatorio. E ancora, l'intensità sfuggente di Bill Callahan, il future pop di RUI HO e il songwriting di Emma Nolde. Questo e molto altro nel nuovo editoriale dedicato al meglio delle uscite discografiche del weekend

Seconda puntata della rubrica dedicata alle uscite del weekend con il nuovo portale che ora l’accoglie in una sezione dedicata, Weekly. Qui troverete non solo la selezione degli album pubblicati nella settimana corrente, ma anche quelli di quelle precedenti scorrendo verso il basso la pagina.

Tra le pubblicazioni della settimana troviamo Tricky, di cui scrive su queste pagine Elena Raugei. Il suo è un disco essenziale, conciso e scuro, all’abituale crocevia fra trip hop, pop e blues. Dopo la scomparsa della figlia Mazy Mina appena ventiquattrenne avuta con l’ex compagna Martina Topley-Bird, il padrino del trip hop si rialza ancora una volta per dare tutto alla musica che in primis lo ha salvato. Non è un ritorno alle origini o alle sue prove migliori, come lui stesso ha ribadito nella nota stampa, ma è senz’altro un lavoro che richiama la nostra attenzione e che ce ne restituisce l’animo indomito.

Oltre all’intensità sfuggente di Gold Record, l’atteso ritorno di Bill Callahan (di cui si occuperà Stefano Solventi), c’è anche Patti Smith tra le pubblicazioni della settimana e con lei, come dice bene Beatrice Pagni, è spesso, o sempre, una questione di spirito e poesia. Peradam è la sua ultima fatica assieme ai Soundwalk Collective, un viaggio immersivo e selvaggio, tra spoken word regale e incantatorio. Disco che vi consigliamo d’ascoltare accanto a Aralkum, l’esordio solista della violinista Galya Bisengalieva, membro della London Contemporary Orchestra, un’esplorazione sonora di uno dei grandi disastri ecologici della Terra: il prosciugamento del lago d’Aral nella terra di origine della violinista, il Kazakistan.

Non ci aspettavamo che un buon disco indie rock, di quello delle origini, per i Throwing Muses di Kristin Hersh, e Sun Racket è esattamente questo, sound dinamico dalla resa inconfondibile, tra chitarre, basso, batteria, melodie eteree, crescendo rumorosi e storytelling schizoide. Idem per l’elegante songwriting di Suzanne Vega, che in Evening of New York Songs and Stories ripropone brani di repertorio in versione live e canzoni precedentemente scartate.

Sulla trap più becera (ma che un sorriso ce lo strappa) Mr. Cazzaro Tekashi 6ix9ine pubblica Tattle Tales, il suo primo album post-scarcerazione. Per quanto riguarda invece un territorio che per comodità definiamo future pop, Planet Mu pubblica Lov3 & L1ght della produttrice cinese RUI HO, un lavoro ultra melodico, in autotune, che risente tanto dell’influenza di PC MusicCharli XCX quanto del mainstream inizio 00s, boyband comprese.

Più potabile ad un pubblico rock tanto amante delle wave più potabili alla radiofonia quanto di un approccio aperto dalle parti degli Alt-j, ci sono gli umbratili Pineapple Thief di Versions Of The Truth. Dall’Italia invece segnaliamo Emma Nolde con Toccaterra, un pop influenzato da sonorità contemporanee e argomenti fortemente personali.

Altre uscite del WE: il terzo dei 5 EP dei Dirty Projectors (Super Joao), la ristampa dei Rolling Stones di Goat Head Soup e quella degli Yo La Tengo per i 25 anni di Electr-o-pura, la compilation dedicata a cover di Marc Bolan e T.Rex AngelHeaded Hipster, il quinto album degli Hurts alla ricerca della oscura introspezione degli esordi (Faith), il lavoro collaborativo di Gianluca FavaronAnacleto Vitolo (Overgrowth), il nuovo EP di Perc (Fire In Negative) e l’album di Joseph Capriati (Metamorfosi).

Singoli: Devendra Banhart rilegge Franklin’ Tower dei Grateful Dead, poi Finneas (What They’ll Say About Us), A.G. Cook (Xxoplex), Anohni (R.N.C 2020), DJ Khaled (Popstar).

Tracklist

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