Fulminacci (dal profilo Instagram dell'artista)

Weekend discografico. Ascolta gli album di Caribou, Dj Muggs, Zuli, Fulminacci, Ermal Meta e altri

Le migliori uscite discografiche del weekend spaziano da Dj Muggs a Fulminacci passando per il disco di remix di Caribou e il live album di Stephen Malkmus in cui esegue per intero "Ege Bamyasi" dei CAN

Weekend discografico dominato dalle uscite in formato album di artisti che si sono esibiti a Sanremo, tra i quali segnaliamo senz’altro Tante Care Cose di Fulminacci, lavoro di cui scriverà presto Stefano Capolongo. Il suo disco, prodotto da Federico Nardelli e Giordano Colombo, è uno di quei lavori finalmente sereni e rilassati, senza pretese da palazzetto a tutti i costi, e c’era bisogno nel panorama italiano di un lavoro così. Dentro, a parte Silvestri e Jovanotti, ci sono alcune cose interessanti: una vena soul che lo accomuna a Ghemon, ma soprattutto bei pezzi come Tattica, Miss Mondo Africa e Un fatto tuo personale. Sempre legati alla manifestazione ligure elenchiamo gli album di Ermal Meta (Tribù Urbana), Gio Evan (Mareducato), Wrongonyou (Sono io) e Aiello (Meridionale), ma andiamo di fretta perché ci preme di più dirvi che è uscito il nuovo album di Dj Muggs. S’intitola Dies Occidendum ed è fatto di una bella pasta dark hip hop che se richiama i Soul Assassins da una parte, si apre a una serie di nuove e macabre influenze dall’altra, tra scorie trap, gypsy folk e scheletri EDM (recensione di Luca Roncoroni).

Altro lavoro interessante, che mescola post-punk, esoterici field recording naturalistici e distopie assortite, arriva dal produttore del Sud di Londra Oxhy. S’intitola woodland dance ed è come venir catapultati nella parte più selvaggia e misteriosa dell’Isola di Lost. Diverso, ma ugualmente intrigante e assolutamente senza compromessi All Caps, il lavoro che segna il ritorno dell’egiziano Zuli, che arriva a tre anni dal debut Terminal non senza difficoltà intercorse nel frattempo al suo autore, a cui è stato rubato il PC con un patrimonio di musiche e librerie musicali dentro. A volte le ripartenze aprono nuove, inaspettate vie ed è quello che accade da queste parti: sei radicali tracce che maneggiano jungle, drum’n’bass, hip hop e gqom come se fossero fiale di plutonio. Un dancefloor puntilista à la Senni sì, certamente HD-related, ma schiaffato sulle strade, in tempo di guerra, e che invece di rappresentare una escapistica via di fuga, restituisce all’ascoltatore le ansie e le tensioni dell’Egitto di oggi, tra scariche di adrenalina ma anche una pesante cappa d’oppressione.

Svoltando sulla bright side, chi nel dancefloor approda con il sorriso (che male non fa senz’altro) è Caribou, che a un anno dalla pubblicazione dell’album Suddenly raccoglie tutti i remix commissionati nel frattempo assieme ad altri inediti. I producer chiamati a dare una propria versione delle sue tracce sono molti e vanno dagli amici Jessy Lanza, Four Tet e Floating Points ai più giovani e promettenti India Jordan e Shanti Celeste. Un’ora e passa di buona musica.

Non ultima, è uscita la versione streaming di un live che Stephen Malkmus ha registrato dal vivo assieme ai Von Spar nel 2013. Si tratta di Can’s Ege Bamyasi, in cui a venir eseguito è l’omonimo classico firmato CAN. Occhio anche a Edition Mego, che propone syn, il secondo minimalistico album degli Innode di Stefan Németh. Disco che ogni fan degli indimenticati Radian non dovrebbe farsi mancare.

Per il dettaglio completo delle uscite del WE vi rimandiamo alla pagina dedicata.

Tracklist

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