Secondo dei tre titoli italiani selezionati per il concorso di Venezia 76, Martin Eden segna il debutto nel cinema di finzione di Pietro Marcello, documentarista che aveva esordito nel 2007 con Il passaggio della linea trovando la piena consacrazione nel 2015 con Bella e perduta. Luca Marinelli è il protagonista di questo adattamento del romanzo di Jack London spostato da Oakland a Napoli, una sfida che i realizzatori hanno sentito «ma soltanto dopo», spiega Marcello in conferenza stampa, «perché il nostro obiettivo era prima di tutto realizzare il progetto. Sapevamo che si trattava di un azzardo, eppure ero sicuro, soprattutto grazie alla presenza di Maurizio Braucci [lo sceneggiatore]». E sulla scelta di cambiare l’ambientazione della storia Marcello dice che «l’accoglienza di Napoli e la sua tolleranza la rendevano un luogo perfetto, oltre che un vero e proprio laboratorio all’aperto. Senza tempo ma anche profondamente radicato nel Novecento, in cui abbiamo inserito tutta la nostra cultura cinematografica, e tutta la grande storia del secolo scorso».
«Martin Eden era semplicemente la naturale evoluzione del mio cinema», dichiara il regista motivando il linguaggio della pellicola che alterna materiale d’archivio con immagini girate e scartate dei precedenti documentari. «Quelle scene sono state aggiunte al montaggio, che ritengo la parte più entusiasmante e ricca di adrenalina dell’intero processo di lavorazione. Qui mi servivano per fare da contrappunto tra la Grande Storia e la storia di Martin […]. Siamo partiti da una sceneggiatura che era nata come un’opera incompleta ma comunque legata al linguaggio del cinema, che per me è cialtrone, e noi dobbiamo fare di tutto per renderlo meno cialtrone possibile. Quel copione di trecento pagine è stato pian piano ridotto e i dialoghi riadattati mentre cambiavamo di continuo le location, ma adattarsi era la parola d’ordine per raggiungere l’obiettivo».
Interviene finalmente Marinelli, descrivendo il suo personaggio come «un essere umano, innanzitutto, e se togliamo le parti politiche del romanzo vedremo emergere un sentimento di fondo fortissimo che è quello che ci ha spinti a realizzare il film, e che non so esprimere a parole. Martin era un avventuriero, come lo stesso Jack London e come molti dei personaggi che mi hanno sempre affascinato. Sognavo poi di lavorare con Pietro da quando ho visto Bella e perduta: alla fine guardavo lo schermo desiderando di incontrare quel regista, che mi chiamasse per fare qualcosa insieme. E così è successo».
«Ora il film non è più mio, o nostro, ma è anche di chi lo vede. Insomma, è un oggetto collettivo» conclude Marcello. «Posso dire che lo abbiamo realizzato in stato di grazia, fin dall’inizio. E se in questa storia volete trovarci l’attualità, potete farlo. Noi preferiamo occuparci del nostro tempo».
Martin Eden sarà distribuito nelle sale italiane da 01 Distribution a partire dal 4 settembre. Su queste pagine potete già leggere la nostra recensione.