Venezia 75. “Il Primo Uomo”, Chazelle e Gosling raccontano il lato umano di Neil Armstrong

L'impresa di Neil Armstrong rivive sul grande schermo grazie a "Il Primo Uomo" (First Man), film d'apertura della 75a Mostra del Cinema di Venezia.

L’impresa di Neil Armstrong rivive sul grande schermo grazie a Il Primo Uomo (First Man), film d’apertura della 75a Mostra del Cinema di Venezia e quarto lungometraggio dell’ormai non più “ragazzo prodigio” Damien Chazelle, premiato nel 2017 con l’Oscar alla regia per La La Land. Con lui al Lido i protagonisti Ryan Gosling, Claire Foy e Jason Clarke, insieme allo sceneggiatore Josh Singer (Il caso Spotlight, The Post).

«Posso dire senza dubbio che io e la mia generazione siamo letteralmente cresciuti con il mito di Armstrong e con l’epica documentata dai media dell’atterraggio sulla luna, grazie a immagini iconiche e footage di repertorio», esordisce Chazelle in conferenza stampa, «All’epoca erano cose che davamo per scontate, e quel viaggio ci sembrava fin troppo semplice; soltanto studiando il materiale ho compreso quanto in realtà fosse il frutto di passaggi complicati. Più approfondivo l’argomento e più ne rimanevo affascinato, ed è questa la ragione che mi ha spinto a realizzare il film».

Gosling, da parte sua, sembra aver subito il fascino di quest’uomo “notoriamente introspettivo, ma anche tranquillo e riservato riguardo alla sua vita personale, che non rivelava molto della sua personalità. Questa è stata l’occasione perfetta per ripercorrere le tappe di un viaggio delle sue emozioni – o almeno è ciò che ci suggeriva la biografia a cui ci siamo ispirati – lungo tutto il periodo e i tentativi che hanno portato all’allunaggio. Per farlo era necessario creare un contesto realistico con gli altri attori, e credo di potermi ritenere soddisfatto».

E mentre l’attore ha appreso i rudimenti del volo per prepararsi ad interpretare al meglio il ruolo dell’ex pilota americano e astronauta per la NASA («Neil era diverso dagli altri, si spingeva fino al punto massimo di rottura per ottenere ciò che voleva»), la sua partner in scena Claire Foy si è concentrata sull’aspetto familiare e sulla sfida di ritrarre persone realmente esistite: «Il nostro obiettivo è sempre stato onorare il modo in cui i figli di Armstrong vedevano il loro papà, oltre l’immagine pubblica. Dovevamo cogliere le emozioni, perché è il compito di ogni attore, e restituirle a chi ci osserva».

Sulla collaborazione con Chazelle, con cui Gosling aveva già lavorato in La La Land, l’attore sottolinea: «la peculiarità che lo rende un regista unico nel panorama: la capacità di unire le persone attraverso il cinema e la voglia di realizzare film che riescano a trasmettere lo stesso amore che lui prova verso quest’arte». Per farlo il regista confessa di trarre consiglio dalle esperienze vissute in prima persona, «una costante nei miei precedenti film che però non ho trovato – per ovvie ragioni – in First Man. La storia di Neil Armstrong è lontana anni luce da me, tuttavia il viaggio dei personaggi, oltre al fatto che il protagonista usi il suo lavoro come mezzo per provare e far fruire certi sentimenti, mi ha reso questa esperienza meno aliena. Volevo semplicemente mettermi nei panni di estranei, girando un film che fosse personale e che, per puro caso, includesse la vicenda dell’atterraggio sulla luna».

In attesa della nostra recensione del film, vi invitiamo a seguire la Mostra del Cinema di Venezia su queste pagine.

Tracklist

Ti potrebbe interessare