«Non ci volevo più andare e non ci sarei mai tornato, se non avessi avuto “Vita spericolata”», scrive Vasco Rossi in un IG post ricordando che il 3 febbraio 1983 si presentò per la seconda volta al Festival di Sanremo con quella che diventerà una delle sue canzoni più celebri.
«Pensai che era la canzone della mia vita e che sarebbe stato bello salire sul palco di Sanremo a cantare: “Voglio una vita maleducata, di quelle vite fatte, fatte così” – aggiunge – Ci giravo intorno da sei mesi.. cercavo un testo all’altezza della musica che mi aveva dato Tullio Ferro. Mi mancava il verso giusto, il primo. Quando è arrivato, sono impazzito dalla gioia. Ero in Sardegna. Dovevo fare un concerto, ma pioveva e quelli erano gli anni in cui, se pioveva, dovevi cancellare tutto. Mi ricordo questo campo sportivo illuminato di notte, io ero in macchina. Mi venne: “Voglio una vita…” A quel punto ho capito tutto: la voglio spericolata, maleducata, la voglio vissuta …Si piazzò ultima nella classifica, ma diventò la canzone dei ragazzi come me»
Si trattò, a suo modo, di un’epifania, scrive Solventi nel suo articolo. Lo fu anche e soprattutto perché la prima apparizione video nazionalpopolare di Vasco si era già consumata l’anno precedente con Vado al massimo (al netto della comparsata a Domenica In del 14 dicembre 1980, in diretta dal MotorShow dove si produsse in una opportunamente tamarrissima Sensazioni Forti) [continua la lettura]
Lo scorso 1 gennaio 2021, il cantautore di Zocca è tornato con il singolo Una canzone d’amore buttata via. Su SA trovate inoltre vari ascolti della sua discografia, oltre alle recensioni di Siamo Solo Noi e Vivere O Niente, ed anche un interessante articolo sempre a firma Stefano Solventi sul gigantismo dei suoi (ma non solo suoi) spettacoli live.