Lundini
Valerio Lundini in una puntata della sua trasmissione (2019)

Valerio Lundini. La satira sul Concertone del Primo maggio al Concertone del Primo maggio

Il comico romano va ancora una volta a segno

La guerra è brutta, questo l’emblematico e sardonico titolo di un brano portato sul palco del Concertone del Primo maggio da Valerio Lundini. Accompagnato dai suoi Vazzanikki, il comico romano ha dato sfogo alla pungente satira nonsense che lo contraddistingue prendendo di mira sia la retorica genericamente pacifista adottata da una buona fetta della sinistra radicale italiana, sia la reale efficacia di eventi come l’annuale Concertone, appunto, su problemi epocali come questo.

Il testo del brano è una summa di vari slogan e luoghi comuni sul tema della guerra che vanno per la maggiore in questo periodo, per poi aprirsi a spassosi e dissacranti versi nell’inciso, «non servono le armi o la politica perché più di qualunque proiettile è potente la nostra retorica», rafforzati dalla farsesca immagine della musica, o forse proprio della maggior parte della musica in scena sul palco di Piazza San Giovanni, come antidoto al male: «non servono i bunker visto che l’unica forma di ogni salvezza è sempre e soltanto la musica».

E sul finale arriva anche l’altrettanto esilarante finta telefonata di Vladimir Putin che – colpo di scena – annuncia di aver deciso di porre fine all’invasione dell’Ucraina proprio dopo aver ascoltato il succitato brano. Di seguito lo streaming integrale.

 

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Lo scorso mese, all’interno del suo show Una Pezza di Lundini, il comico si era cimentato assieme a Topo Gigio in una cover di Brividi, il brano di Mahmood Blanco campione di stream e vincitore dell’ultima edizione del Festival di Sanremo.

Tracklist

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