Il 23 febbraio 2023 è stata lanciata la raccolta fondi per la produzione di un documentario sulla storica noise band italiana Uzeda. Diretto dalla regista Maria Arena, UZEDA Do it yourself segue il gruppo dal 2016 al 2020, ricostruendo la storia della band tra momenti privati e vita in tour. Tra gli highlight, l’incontro con Steve Albini, storico produttore del gruppo siciliano, come anche gli show del 25 e 26 maggio 2018 all’Afrobar di Catania per festeggiare il 30° anno di attività e che hanno visto alternarsi sul palco calibri internazionali come June of 44 (appositamente riuniti per l’evento), The Ex, Shellac, Black Heart Procession e gruppi nostrani quali Three Second Kiss, Tapso II e Stash Raiders.
Nati nel 1987 dall’incontro tra i chitarristi Agostino Tilotta e Giovanni Nicosia (fuoriuscito dalla band nel 1995), il bassista Raffaele Gulisano, il batterista Davide Oliveri e la cantante Giovanna Cacciola, gli Uzeda hanno proposto da sempre un sound originale ispirato alle produzione d’oltreoceano, anche grazie ai dischi portati a Catania da Dante Maiorana per la sua radio CTA. Una lunga serie di concerti nei posti più improbabili in Italia e una ricerca imperterrita che li ha fatti arrivare fino alla storica Touch & Go Records di Chicago. Da qui la partecipazione a due Peel Session della BBC, ospiti del mitico John Peel, al festival ATP e tour negli Stati Uniti e Europa che li hanno fatti conoscere a un pubblico più ampio. Una band fieramente indipendente nel senso profondo della dicitura Do it yourself, «sempre da soli ma sempre insieme a tutte le persone che li hanno seguiti e capiti. Perché la libertà di non essere un ingranaggio ha un prezzo che richiede uno sforzo collettivo».
Queste le parole della nota stampa relativa al film, che rimarca inoltre come la musica del gruppo viva della «condivisione che si crea quando tra palco e pubblico c’è un legame che non ha niente a che fare con tutto quello che c’è intorno, ma si vive insieme, in modo orizzontale e pervasivo, in un momento in cui esistiamo solo noi e loro».
The best plan is the no plan è la frase che ho spesso sentito ripetere ad Agostino Tilotta, chitarrista della band Uzeda. Un po’ come dire virennu facennu, si vede facendo, tipica espressione del sud che invita a fare senza troppi programmi: adattare la progettualità agli accadimenti. Ed è così che ho iniziato questo film, senza un piano, seguendo il desiderio di fissare un pezzetto di vita e di storia degli Uzeda, perché ci fosse una traccia audiovisiva che raccontasse il modo di essere di una band indipendente che ha mantenuto questa prospettiva per 30 anni. Un film per scoprire come si può vivere mettendo al primo posto la musica, la ricerca, la sperimentazione, il dialogo con se stessi, una economia senza plusvalore. I soldi, proprio come la chitarra, il basso, la batteria e le corde vocali, sono solo uno strumento; e il suono non è la somma degli strumenti, è altro, è qualcosa di dirompente che si scatena. Posizione radicale, senza compromessi, che mi ha rapita dal pensiero catastrofico e autodistruttivo imposto all’immaginario dalla società in cui tutti abitiamo.
Maria Arena
Il crowdfunding sarà attivo per due mesi al fine di raccogliere 20,000 euro, in modo da coprire le spese di montaggio, grafica, effetti, color, mix audio, finalizzazione, mastering, promozione e distribuzione. A marzo si svolgerà inoltre un concerto per raccogliere fondi organizzato in collaborazione con AME Associazione Musicale Etnea e Zō Centro Culture Contemporanee, due storiche realtà culturali e artistiche catanesi, e che vedrà molti ospiti supportare la causa.
Tutti gli aggiornamenti, info ticket e line up saranno pubblicati nel corso delle prossime settimane sulle pagine social di UZEDA Do it yourself. Di seguito il primo teaser del documentario.
L’ultimo album in studio degli Uzeda è Quocumque Jeceris Stabit del 2019, recensito sulle nostre pagine da Stefano Pifferi. Su SA potete inoltre recuperare la critica del disco Stella, uscito nel 2006 via Touch & Go.
