Segnatevi questa data: 13 novembre 2018. Magari non sarà così – e lo speriamo – ma potrebbe essere il giorno in cui gli U2 terranno l’ultimo concerto della loro carriera. In un’intervista rilasciata al Sunday Times, la band irlandese ha infatti paventato l’ipotesi che potrebbero non esserci più altri tour dopo l’attuale eXPERIENCE+iNNOCENCE Tour con cui i Nostri stanno girando l’Europa per promuovere il loro ultimo album Songs Of Experience, pubblicato a dicembre dell’anno scorso.
L’intervista ha lasciato col magone i fan, che temono in primis per la salute dei loro beniamini – e di Bono in particolare – e poi per la fine di un’epopea iniziata nell’autunno di ben 42 anni fa. In casa U2 sembra non tirare l’aria dei giorni migliori e nelle pieghe della chiacchierata con la giornalista della testata britannica si coglie un senso di malcelata stanchezza e malinconia da parte di una band che sembra tutt’altro che protesa verso il futuro.
«Non darei niente per scontato», ha risposto Bono all’intervistatrice che gli ha chiesto se ci saranno in futuro altri tour degli U2. Recentemente il cantante ha avuto dei problemi («C’è stato un momento recente della mia vita in cui ho quasi cessato di esistere», ha dichiarato il frontman) ai quali va probabilmente addebitato il ritardo nella pubblicazione del succitato ultimo lavoro e conseguente spostamento del tour che nei piani iniziali doveva tenersi nel 2016 come continuazione dell’iNNOCENCE+eXPERIENCE Tour 2015. Anche i testi di Songs Of Experience hanno riferimenti tutt’altro che velati alla caducità dell’essere umano («Non è un argomento molto sexy, la mortalità, vero? Ma è sexy essere in una rock band e dire “ecco la nostra nuova canzone, parla della morte»). Bono, che ha 58 anni, oltre ad essere apparso negli ultimi tempi visibilmente stanco e provato, all’inizio di settembre ha accusato un problema alla voce che ha causato l’annullamento di un concerto a Berlino e messo a rischio l’intero tour. Fortunatamente il vocalist si è poi ripreso, il tour è andato avanti come da programma, e il concerto annullato sarà recuperato a novembre, in coda alle date di Dublino del giro mondiale che inizialmente doveva concludersi nella loro città natale. Ma quel concerto rischia adesso di essere l’ultima volta che i quattro irlandesi saliranno insieme su un palco.
Sulla propria salute il leader ha spiegato: «C’erano alcuni warning che il mio fisico mi ha inviato e che avrei dovuto prendere in considerazione. The Edge dice che guardo al mio corpo come a un inconveniente, e lo faccio. Mi piace davvero essere vivo e sono abbastanza bravo a essere vivo, il che significa che mi piace ottenere il meglio ogni giorno. Era la prima volta che poggiavo la spalla sulla porta e non si apriva. Sento che Dio mi ha sussurrato: “La prossima volta, prova a bussare alla porta, o semplicemente prova la maniglia. Non usare la spalla perché la romperai”». Il vocalist ha poi aggiunto: «Non posso fare tutto quello che facevo. Nei tour precedenti ho potuto incontrare un centinaio di personalità politiche tra uno spettacolo e l’altro e ora so che non posso farlo. Questo tour è particolarmente impegnativo. Sia che abbiate avuto un faccia a faccia con la vostra mortalità o che lo abbia avuto qualcuno vicino a voi, arriverete ad un punto della vostra vita in cui farete domande su dove state andando».
Anche il chitarrista The Edge ha parlato della salute del cantante: «Ha un’attitudine ambivalente nei confronti della cura fisica di se stesso. Non è responsabile in modo naturale del proprio benessere. Che va bene se non lo fai a vent’anni, ma a una certa età dovresti…E’ un cambiamento difficile per lui. Se passi troppo tempo a pensare che sei vecchio e passato, probabilmente non puoi più farlo». Il musicista ha anche aggiunto che «non mi illudo che non siamo in qualche modo istituzionalizzati nell’essere membri degli U2».
Poi ci sono le parole del batterista e fondatore del quartetto Larry Mullen jr. che – pure loro – non sembrano proprio tranquillizzanti: «Finiremo questo tour e poi ci sarà tempo per decidere cosa vorremo fare in futuro. Mi piacerebbe prendermi una vacanza molto lunga. Non si sa mai. Prendo per buono che ci sarà un altro album ma non so se davvero qualcuno senta la necessità di un nuovo disco o di un tour degli U2 a breve. La gente potrebbe volersi prendere un break da noi, e viceversa».
Al momento gli U2 non hanno in programma di proseguire l’attuale tour oltre la leg europea, che come detto si concluderà a novembre. Non sono infatti previste ulteriori date nè in America nè in Oceania, dove pure non suonano dal 2010. Negli ultimi quattro anni il gruppo è stato parecchio impegnato dal vivo, tra i succitati tour a supporto degli ultimi due album e quello celebrativo per i trent’anni di The Joshua Tree tenuto nel 2017. La speranza dei fan, e non solo, è che l’addio ai palchi non sia così vicino, anche perchè nel 2021 ci sarebbe un altro trentennale da festeggiare, quello di un certo Achtung Baby…
Per adesso, tuttavia, godiamoceli per quello che possono ancora darci nel mese e mezzo di concerti sicuri che i quattro terranno da qui a metà del mese prossimo. Tra pochi giorni la band sarà in Italia per il poker di appuntamenti (11, 12, 15 e 16 ottobre) al Mediolanum Forum di Assago (Milano). Lì suoneranno sicuramente anche Acrobat, una delle “chicche” di questo tour. A seguire, il video della sua prima esecuzione live di sempre, quella dello scorso 2 maggio nell’opening show di Tulsa, in Oklahoma.
