Tom Morello (Rage Against The Machine) e i System Of A Down contro i fan che non vogliono sentirli parlare di politica

Si può chiedere a Rage Against The Machine e System Of A Down di tacere sulla politica? Ma soprattutto, può chiederlo un fan, che in quanto tale dovrebbe conoscerli bene?

Probabilmente, mai come oggi la politica – più quella parlata e digitata sui social, che quella esercitata in veste di militanti – entra in tutti gli ambiti della vita delle persone, con il web a imporre spesso i temi del dibattito e una società che – almeno da quanto si apprende in rete – appare polarizzata al punto che il tema destra/sinistra («Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra», per usare una citazione famosa alle nostre latitudini) finisce per incrinare anche il rapporto tra le rock band e i loro fan.

Ne sono due esempi i Rage Against The Machine e i System Of A Down, band che più o meno tutti siamo d’accordo nel considerare da sempre schierate, o quantomeno che non hanno mai fatto mistero delle loro posizioni politiche. Ora però qualcuno vorrebbe che proprio sulla politica tacessero. Prendete il caso dei RATM. Il chitarrista Tom Morello ha risposto a un fan che gli rimproverava il fatto di essere troppo esplicito da questo punto di vista: «Ero un tuo fan finché non hai espresso le tue opinioni politiche – ha twittato il supporter che risponde al nome di Scott Castaneda – La musica è il mio santuario e l’ultima cosa che voglio sentire mentre la ascolto sono le cazzate politiche. Per quanto mi riguarda, tu e Pink con me avete chiuso. Continuate pure a blaterare e a rovinare la vostra fanbase». Morello però non si è perso d’animo e ha replicato con ironia: «Caro Scott, quale sarebbe la mia musica di cui eri fan che non contiene “cazzate politiche”? Ti prego, dimmelo così la cancello dal catalogo».

Il discorso sui Sistem Of A Down è addirittura più complesso, visto che il frontman Serj Tankian e il batterista John Dolmayan la vedono in maniera opposta, ad esempio rispetto a Trump (il drummer giusto qualche giorno fa si è attirato un vespaio di critiche per aver detto che l’attuale presidente americano è «il miglior alleato delle minoranze»). E proprio il cantante, in un recente podcast, ha parlato di come non riesca a comprendere il fatto che alcuni fan non colgono l’elemento politico nella musica della formazione statunitense: «Quando sui miei profili social vedo gente che dice cose del tipo: “Adoro la tua musica ma non voglio ascoltare le tue idee politiche” – sono state le parole di Tankian riportate da Stereogum – mi può anche andare bene, se il concetto è espresso con rispetto e la giusta maniera. Quello che però non capisco, io come tanti altri che la pensano come me, è che cazzo abbia compreso dei nostri testi per più di vent’anni. Vorrei dirgli: “Sai, ho parlato di politica in tutto questo tempo, tu ci ascoltavi solo per ballare? Non hai colto il messaggio?”»

E giusto per far capire che la questione del rapporto tra politica e musica non investe solo il campo dell’alternative rock, bensì anche quello di artisti magari meno schierati ma che hanno comunque sempre affrontato temi politici, citiamo – per chiudere – un recente scambio di commenti online tra i due cantautori country statunitensi Kacey Musgraves e Jason Isbell, i quali su Twitter hanno scherzato su quanti fan avessero perso nella giornata a causa dei loro commenti di natura politica. «Quanti follower hai perso oggi?», ha chiesto ironicamente la Musgraves al collega. «A dire il vero, Kacey, ne ho guadagnati circa 10mila», è stata la risposta altrettanto divertita di Isbell.

Tornando ai Rage Against The Machine, ricordiamo che la band di Los Angeles tornerà in tour nel 2021; ritorno dal vivo l’anno prossimo anche per i System Of A Down, che il 10 giugno 2021 suoneranno all’EXPO di Milano.

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