Lo scorso 12 gennaio, Sundance Film Festival ha annunciato la nuova serie di film che faranno parte dell’edizione 2022. Tra questi c’è anche Phoenix Rising, documentario in due parti sulla vita e la carriera di Evan Rachel Wood.
Come riportato da Variety, il film diretto dalla documentarista nominata agli Oscar Amy Berg, è in lavorazione da oltre due anni, e dopo la premiere al film festival di Park City, sarà trasmesso entro l’anno da HBO. Secondo la presentazione di Sundance, la pellicola, che ripercorrerà le accuse di abusi fisici e psicologici che l’attrice ha rivolto pubblicamente lo scorso anno contro Marilyn Manson, è «l’intimo racconto di chi decide di indicare per la prima volta il proprio aguzzino».
L’attrice, che aveva avuto una relazione con Manson dal 2007 al 2010, aveva in un primo momento (nel 2018) denunciato gli abusi subiti senza fare nomi. Dopo averlo fatto a mezzo social e sulle pagine di Vanity Fair, altre donne hanno trovato il coraggio di accusare il cantante di aggressioni sessuali e cattiva condotta, tra cui l’attrice de Il Trono di Spade, Esmé Bianco, e un ex assistente dell’autore di Antichrist Superstar. Queste ultime nei mesi scorsi hanno intentato causa contro il cantante, attualmente indagato dal L.A.P.D. per violenza domestica, e da sempre dichiaratosi non colpevole.
In seguito alle dichiarazioni di Evan Rachel Wood che hanno dato un nome e un cognome all’autore delle violenze da lei subite, Manson è stato scaricato da Loma Vista, la sua label, e dai cast di American Gods e Creepshow. Inoltre una delle capostipiti del movimento #metoo, Rose McGowan, prendendo le difese di Wood, ha esortato chiunque a smascherare e scardinare ciò che lei chiama «La setta di Hollywood, della fama e dell’industria musicale», ovvero il sistema che protegge i predatori sessuali «lasciandoli liberi di agire e rovinare la vita di altre persone». Anche Trent Reznor, chiamato in causa per via di un aneddoto contenuto in una vecchia autobiografia del rocker, The Long Hard Road Out of Hell, ha pubblicamente preso le distanze dal musicista (ribadendo la falsità di un aneddoto contenuto in quel libro) e così pure Wes Borland dei Limp Bizkit.
Un’altra celebre ex del rocker, Dita Von Teese, con la quale egli è stato anche sposato, ha invece rilasciato una dichiarazione specificando che nel suo caso niente di ciò che è emerso dalla vicenda Wood le è personalmente accaduto durante i sette anni in cui sono stati assieme. Anche la cantautrice Phoebe Bridgers è entrata con un tweet nel caso: «Sono stata a casa di Marilyn Manson quando ero adolescente – ha scritto l’artista oggi 27enne – Ero una sua grande fan. Mi parlò di una stanza della casa come della “camera degli stupri”. Pensai che si trattasse solo del suo pessimo umorismo da confraternita studentesca e smisi di essere sua fan. Sto dalla parte di chi si è fatta avanti».