È stato un vero e proprio colpo di scena. Nell’edizione delle 20:00 del telegiornale francese di TF1 di domenica 9 gennaio, Stromae ha senza preavviso iniziato a cantare un suo brano inedito, L’enfer. Il pezzo parla apertamente di depressione, pensieri suicidi, salute mentale.
La giornalista Anne-Claire Coudray, nell’ambito dell’intervista, gli domanda: «Hai lottato per sette anni con un certo malessere, ne parli senza mezzi termini. Nelle tue canzoni parli anche di solitudine: la musica ti ha aiutato a liberartene?» In tutta risposta il cantante belga ha intonato i primi versi del brano, che affronta senza censure una sofferenza che ha attraversato in prima persona.
J’ai parfois eu des pensées suicidaires / Et j’en suis peu fier / On croit parfois que c’est la seule manière de les faire taire / Ces pensées qui me font vivre un enfer [A volte ho avuto pensieri suicidi / E non ne vado fiero /A volte pensiamo che sia l’unico modo per metterli a tacere / Questi pensieri che mi fanno passare l’inferno]
Stromae
Ovviamente la trovata è organizzata, ma tant’è: la forza della performance è anche e soprattutto quella di portare in prima serata e nel programma più visto dagli spettatori un tema troppo spesso ignorato e passato sotto silenzio. Il clip, che trovate qui sotto, è diventato poi lo strumento per lanciare il singolo, in attesa del nuovo disco – Multitude – in uscita a marzo 2022.
Stromae nei nove anni passati da Racine Carrée era quasi completamente scomparso dai radar, dopo il successo clamoroso di singoli come Alors on dance, Formidable, Tous les mêmes e Papaoutai. La ricomparsa sulle scene è avvenuta lo scorso ottobre, con il lead single Santé – un tributo alla «working class e alle persone che non vengono mai festeggiate» con i consueti contorni electropop acustici di Stromae. «Spesso definiscono la mia musica come gioiosa, ma dalle tematiche cupe», dice a un certo punto dell’intervista. «Ma è così che io vedo la vita: non del tutto nero, non del tutto bianco. Ci sono momenti difficili, altri più felici, si alternano. E non ci sono alti senza bassi, né bassi senza alti» .