A due anni dall’ultimo album in studio, WE ARE NOT YOUR KIND, i vincitori del Grammy Slipknot sono tornati con un nuovo singolo. Si tratta del brano The Chapeltown Rag, che programmaticamente continua con la presa di distanza dal nu-metal dei tempi andati – leggibile per lo più nelle aperture melodiche – viaggiando per la gran parte su sfuriate thrash grind, intarsi rap metal e finale di pesantezze sludge.
Registrato durante le recenti sessioni per un nuovo album non ancora annunciato, il brano prende il titolo dal sobborgo della città di Leeds, nel West Yorkshire, dove alla fine degli anni ’70 avvennero alcuni efferati omicidi per mano del serial killer britannico Peter Sutcliffe, noto alle cronache come lo Squartatore dello Yorkshire.
Come dichiarato in una nota stampa dal frontman Corey Taylor, il testo è un attacco diretto alla contemporanea cultura di internet che distorce la realtà creando contraccolpi negativi nella quotidianità di tutti («WHEN EVERYTHING IS GOD ONLINE…NOTHING IS»).
È un frenetico brano classicamente Slipknot. Ma dal punto di vista dei testi, affronta le varie manipolazioni che possono verificarsi quando i social media si sovrappongono agli altri media. E racconta anche come attraverso queste manipolazioni si cerca di renderci assuefatti e dipendenti, il che è molto, molto pericoloso.
Corey Taylor
Il brano è ora disponibile su tutte le maggiori piattaforme streaming e sarà eseguito per la prima volta dal vivo proprio stasera – venerdì 5 novembre – al KNOTFEST LOS ANGELES. L’evento sarà inoltre trasmesso in diretta streaming alle 3:00, ora italiana, previo acquisto del ticket su knotfest.veeps.com. I fan della metal band mascherata potranno godere della performance per le 72 ore successive alla trasmissione, insieme alle esibizioni di Killswitch Engage, FEVER 333, Code Orange, Vended e Cherry Bombs.
Lo scorso luglio è scomparso Joey Jordison, co-fondatore e batterista degli Slipknot fino al 2013. Sulle nostre pagine potete inoltre recuperare la recensione del sopracitato WE ARE NOT YOUR KIND, firmata da Marco Braggion, oltre a quella del debutto solista di Corey Taylor, CMFT del 2020, firmata da Valerio Di Marco.