Nel periodo pandemico, si sa, la socialità legata alla cultura musicale è stata seriamente compromessa, e perdipiù sono state riprogrammate molte uscite discografiche, vuoi rimandate oppure anticipate in digitale, in attesa della postdatata versione fisica, e comunque limitate da rognosi problemi di distribuzione. Nel frattempo però i musicisti non si sono fermati, hanno pubblicato nuova musica, contribuendo così a mantenere unita la comunità degli appassionati. In questa sede facciamo il punto su alcuni singoli sotterranei tra musica sperimentale, avant-rock e furia punk accomunati da una forte presa di posizione politica, che hanno catturato la nostra attenzione.
Atteso per il 14 maggio e poi rinviato alla vigilia di ferragosto di quest’anno, Gift of Sacrifice è il nuovo disco solista di King Buzzo registrato assieme a Trevor Dunn. Il disco mostra un approccio al cantautorato folk che fuorvia la tradizione e I’m Glad I Could Help Out, prima anticipazione dell’album, ne è l’esempio perfetto tra echi di postmodernismo à la Waits pervasi da un cupo sapore apocalittico.
Per quanto riguarda le uscite totalmente inaspettate, bisogna sicuramente menzionare il travolgente Isolated From Exterior Time: 2020, nuovo EP dei Magik Markers pubblicato il 3 luglio 2020, a 7 anni dall’ultimo album in studio, Surrender To Fantasy: quattro brani che vedono la band in una forma smagliante. Del resto, come scrive Drag City nella nota stampa, «i leziosi anni duemiladieci non erano adatti ai Magik Markers! Loro appaiono solo in tempi di costrizione. Hanno sentito che ne avevate bisogno e sono tornati», e alla grande, aggiungerei. A confermarne la caratura c’è anche il video, diretto dalla stessa Elisa Ambrogio, che accompagna Machine, che traduce perfettamente in immagini l’ispiratissimo e storto budget rock del brano.
Dopo il video girato da Lee Ranaldo per Both, Part 8 che anticipava l’uscita di Both, primo lavoro solista di Bill Nace, pubblicato il 22 maggio via Drag City, viene ora condiviso per lo streaming quello di Both Part 2: una traccia in cui le improvvisazioni chitarristiche costruiscono un ruvido e oscuro impasto di loop post-industriali che rimandano al Nate Young di Regression. L’allucinante psicosi statica viene esalata dalle immagini di Sean Mattio.
«Il firmamento, freddo e implacabile, si estendeva sopra la sua testa come un arcobaleno nero trapuntato di spilli bianchi come il ghiaccio. Era arrivato in questo lontano sistema solare in nome del dovere familiare e qui – proprio nell’atmosfera sottile di una luna devastata dalla guerra che orbitava attorno a un pianeta insignificante, il cui nome non significava nulla per lui – aveva ancora una volta raggiunto il suo obiettivo». Questo l’incipit del racconto sci-fi che accompagna il nuovo singolo dei Dead Rider. Le derive space in salsa now wave di The War In My Head segnano il ritorno della band avant rock di Chicago, a due anni dall’album registrato con Mr. Paul Williams. Il video che accompagna il brano è un magma psichedelico che ci immerge perfettamente nell’immaginario obliquo della band.
Story Of The Earth è invece il nuovo singolo delle Team Dresch, storica queer-punk band di Portland, tornata a calcare i palchi dal 2004. Accompagnato da un lyric video, il brano, scritto originariamente nel 2007, è un veloce punk rock che affronta i temi del cambiamento climatico, della recente scoperta del disorientamento delle api da miele a causa dell’uso di pesticidi/erbicidi e della crudeltà che il genere umano utilizza verso se stesso e il pianeta terra. Il modo migliore di goderselo ci viene consigliato dalle stesse Team Dresch: «prendi la tua bevanda preferita, ascolta e senti la rabbia nell’era della pandemia globale e del disastro climatico, e assicurati di votare contro Trump a novembre per abbattere il muro dell’orrore eretto dal capitalismo suprematista bianco patriarcale».
Talibam Usa, invece, è il graditissimo ritorno di Jello Biafra and The Guantanamo School Of Medicine. Il brano è la prima anticipazione dell’album Tea Party Revenge Porn, in uscita in autunno via Alternative Tentacles, e lascia presagire come anche il nuovo disco sarà politicamente arrabbiatissimo e sconsigliato alle persone facilmente impressionabili: tiro furioso e perspicace à la Dead Kennedys di Frankenchrist, vocalità inconfondibile e satira acida contro l’America di Trump. Il tutto nella tradizione dello slogan: «Tormenting the stupid since 1979».