Simon Reynolds. Sul nuovo libro “Shock and Awe” e i generi musicali

Simon Reynolds. Sul nuovo libro “Shock and Awe” e sul rapporto dei giovani con i generi musicali.

HarperCollins ha attivato una pagina dedicata al nuovo libro di Simon Reynolds, l’acclamato autore di Retromania e Post-Punk. Intitolato Shock And Awe, il libro ripercorrerà la storia del glam rock dagli anni Settanta al ventunesimo secolo, si legge nel sottotitolo, «tracciando la storia culturale di glam e glitter rock, celebrando lo sfarzo e gli eccessi dei suoi protagonisti, inclusi David Bowie e Alice Cooper, ma anche seguendo il suo percorso fino ai giorni nostri». Sempre dal comunicato stampa, e come siamo ormai abituati a leggere nella bibliografia dello scrittore musicale, anche questo lavoro analizzerà in profondità il contesto storico del periodo preso in esame, caratterizzato in questo caso da profondi sconvolgimenti sociali e disillusione politica. Caratteristica del glam è l’aver «celebrato l’artificio e l’illusione sopra ai concetti di verità e autenticità professati dagli hippie», afferma Reynolds che del glam ricostruirà i tratti fondanti, quali il divismo, l’immagine, l’androginia, la decadenza, l’apocalisse, il fandom e il culto per l’immagine, ma anche la sua eredità in figure come Kate Bush (per gli anni Ottanta) e Lady Gaga (per gli anni Zero e oltre).

Shock And Awe sarà nelle librerie inglesi a partire dal 10 novembre 2016. Pre-order già disponibili su Amazon e altri rivenditori online. L’edizione italiana uscirà con tutta probabilità durante il 2017.

Intervistato di recente da Repubblica, Reynolds ha accennato alla nuova pubblicazione e discusso assieme a Gianni Santoro a proposito di generi musicali e investimento psicologico  («…è vero che i giovani oggi non sembrano avere più quella identificazione “fanatica” con i singoli generi. L’amore per la musica e la formazione della propria identità non vanno più di pari passo. L’ascolto è diventato eclettico. E quando non paghi la musica – perché la scarichi illegalmente o perché usi lo streaming o YouTube – non investi allo stesso modo dal punto di vista psicologico ed emotivo. Non devi fare scelte. Puoi avere un po’ di tutto»), di streaming e identità («con lo streaming la musica non forma più l’identità. È una fornitura continua, come l’elettricità o l’acqua»), della concorrenza delle altre forme di intrattenimento diverse dalla musica («la musica in questi anni ha subito la concorrenza di molte altre forme di intrattenimento e di creatività artigianale e in qualche modo è retrocessa») e della perdita del brivido procurato dagli artisti quando superavano le barriere («pensiamo all’effetto che fece David Bowie, per esempio, quando abbracciò la disco music e il funk con Young Americans e Fame. O Prince, che si muoveva tra black music, rock e new wave. Ora sembrerebbe tutto normale»).

Su queste pagine trovate, inoltre, la nostra intervista all’autore uscita in occasione di Retromania.

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