Oggi 29 febbraio verrà proiettato in anteprima al SeeYouSound Festival 2024 di Torino il film documentario sulla 19’40”, la collana discografica più anti-classica che c’è, che si intitola Asfalto Che Suona – Un Viaggio Senza Meta di 19’40”. La regia è di Roberto Delvoi, mentre la produzione è targata Ipnose Studio.
Asfalto Che Suona è un viaggio picaresco attraverso il mondo audace e sperimentale della collana di musica (anti)classica 19’40”. I fondatori Enrico Gabrielli, Sebastiano De Gennaro e Francesco Fusaro, assieme al direttore d’orchestra Marcello Corti, raccontano il proprio lavoro in un documentario on the road che unisce performance dal vivo, registrazioni in studio e spostamenti rocamboleschi attraverso l’Italia. Dal fascino delle colonne sonore dei videogiochi alla ricercatezza della notazione grafica, dalla poesia della chanson francese all’eleganza della musica classica, Asfalto Che Suona è l’esplorazione di un percorso musicale senza confini di genere e stile
sinossi
19’40’’ si contraddistingue per un approccio trasversale e non gerarchico alla musica classica, elettronica, contemporanea e incidentale. In particolare è dedita alla musica scritta nelle sue forme ipotetiche: trascrizione, calco (o filologia) e sabotaggio. La lista dei compositori e dei progetti registrati, suonati e eseguiti è molto ampia, tra i quali ricordiamo Franco Battiato, Bologna Violenta, John Cage, Samuel Coleridge-Taylor, Fuzz Orchestra, Mort Garson, Bernard Herrmann, Arvo Pärt, Chino Goia Sornisi (Gioacchino Rossini), Giacinto Scelsi, Karlheinz Stockhausen, Zu…
Attualmente la collana comprende ventidue uscite in CD e digitale e sei uscite speciali nei formati più disparati. Diretta emanazione della collana è l’ensemble cameristico “a organico variabile” Esecutori di Metallo su Carta, braccio armato delle idee musicali di 19’40” dal vivo e in studio.
Sempre dalle eloquenti note per la stampa: «19’40’’ è una realtà musicale decisamente unica nel suo genere per approccio e libertà operativa, con un forte anelito alla divulgazione in contesti lontani dalla musica colta. Tanto che si potrebbe definire una irrealtà musicale. Questo documentario evidenzia senza dubbio la sua naturale attitudine utopica, autarchica e punk». A seguire, il trailer della pellicola.