Un festival non vive e brilla solo di una programmazione artistica e di una successione di live sul palco. Contano, e non poco, gli aspetti organizzativi, lo scenario, il clima comunitario che si crea abbattendo le distanze tra pubblico e artisti. Secolare Festival, giunto alla seconda edizione, rispecchia tutte le caratteristiche di un’esperienza. Una due giorni a Corato, nel nord barese, vissuta sotto palco ma anche in tenda, all’ombra degli ulivi secolari con il Castel del monte federiciano a fare da guardia dall’alto a una line up ricercata, studiata, che non insegue trend e mode, ma gusti e orientamenti musicali. Che guardano oltre l’Occidente e si aprono ai confini orientali, navigano nelle frequenze mediterranee, tra slanci sentimentali e ritmi urbani.
Come nel riot di ispirazione brit ma declinato in salsa anatolica dei Lalalar che, però, nella dimensione live privilegiano – con energia e intensità – la loro carica post-punk, sorretta da bassi e cavalcate motorik. È un live che rapisce i “fatati abitanti” (così sono stati definiti i seguaci del festival) del Secolare, li spinge a irrefrenabili rituali danzanti. Nella stessa magica serata, anche i graffi e le distorsioni rock, il drumming nervoso e sincopato, il jazz infervorato ma anche disteso e psichedelico, dei Sanam.
Il palco, circondato da mercatini con ottimi prodotti local e creazioni artistiche, si è poi inchinato al rapimento magnetico di Alabaster DePlume che si conferma jazz-performer di alto livello. In una tunica dalle tinte arabesche, il poeta made in Uk maneggia il sassofono ispirato da nenie avvolgenti. E con la sua voce, a volte sussurrata, altre più decisa, incanta il cielo pugliese accompagnata da tocchi di chitarra quasi blues. Le sue parole si muovono tra spiritualità e empatia umana (la potente People: What’s the difference), spirito politico (I was gonna fight fascism, cover del duo british Soccer96) e racconti visionari. Con estratti dall’acclamato Goldal più recente Come With Fierce Grace.
Atmosfere fatate e primordiali anche con il live – sempre nella serata di venerdì 2 agosto – e la chitarra sarda di Paolo Angeli. 18 corde che, fra martelletti e pedaliere, anche suonati a piedi scalzi, rendono la chitarra uno strumento a percussioni, generatore di ritmi ancestrali, folk nell’accezione più pura del termine, richiamo ai suoni della terra. Folk primitivo anche con Richard Dawson. Arriva sul palco in un orario diverso da quello previsto, stravolto da un’acquazzone che, sabato 3 agosto, si è abbattuto sull’Agriturismo San Giuseppe. Ma solo per poco. Con grande sacrificio e impegno, lo staff del festival, accompagnato anche, lodevolmente, dai membri dei Timber Timbre, ha asciugato è reso agibile il palco in tempi record. E così Dawson, cantautore di Newcastle, tra distorsioni e melodie accennate, ha aperto la serata con un live imponente dal punto di vista tecnico ed emotivo. Blues rimaneggiato, folk trattato artificiosamente, Dawson crea il giusto mood mentale per poi entrare nell’universo dream folk paludoso di Timber Timbre, progetto guidato dal canadese Taylor Kirk. Il pubblico si fa più folto, stregato da canzoni entrate nella testa di molti ascoltatori. A partire dalla romantica e malinconica Hot Dreams (“I want to be, I want to be I want to be a champion in your eyes) per arrivare alla disperata, accattivante, tenerissima Black Water.
Gli animi si distendono, l’aria è fresca. Pronta a essere accarezzata e pizzicata dall’elettronica, tra ambient sintetica e idm, di Rival Consoles e poi turbata dalle sfumature techno e footwork, speziate di jazz, di Nah. Le gambe sono irrefrenabili, si balla in un ambiente accogliente, attento alle esigenze di tutti (acqua gratis, prezzi accessibili per cibo e bevande), dove non mancano famiglie. Una comunità unita da un percorso musicale variegato ma lineare nell’attenzione a smarcarsi dalla banalità. Più di un festival. E anche i numeri confermano la riuscita del progetto: “La seconda edizione di Secolare Festival è stata un enorme successo – ha commentato a margine il direttore artistico, Cataldo Bevilacqua. Non facciamo giri di parole ma andiamo dritti al sodo: un incremento sostanzioso del pubblico proveniente da ogni parte d’Italia e d’Europa, un campeggio praticamente sold-out come anche tutte le attività collaterali, testimoniano una partecipazione per noi oltre ogni immaginazione e la correttezza della nostra visione. Ma non ci vogliamo fermare ai numeri, perché quelli non raccontano un’esperienza – quella umana, artistica, relazionale, emotiva – dalle sfumature molto più profonde, durature e significative. L’ondata di affetto e feedback positivi che abbiamo ricevuto in questi due giorni, da parte del pubblico e degli artisti, ha spazzato via tutte le infinite difficoltà incontrate quest’anno, non ultima la tempesta di vento e pioggia che ha quasi compromesso la serata di sabato, salvata grazie alla collaborazione di tutto il nostro staff, seppur monca di due act – Couchgagzzz e Magpies – a cui tenevamo e teniamo ancora molto”