L’avevamo lasciata sul palco dell’Ariston nel febbraio 2020 in fibrillazione prepandemica con Tikibombom, un dodicesimo posto poi premiato dal successo in radio. Al saldo di intense esperienze di vita vissuta (nel frattempo è diventata madre), Levante compie tre anni dopo la sua metamorfosi da cantautrice indie un po’ freak a popstar dark e obliqua, presentandosi con un look completamente rinnovato (se state pensando alla Mina anni ’70 non siete lontani, pur con un deciso tocco di androginia virata goth che, con le dovute proporzioni, trova antecedenti sanremesi in Oxa, Pravo e Rettore, pur al netto del divismo – a chi scrive ha ricordato il Bowie insetto rossiccio senza sopracciglia del 1975, ma è un problema mio), in tono con il mood sintetico, eighties e vagamente industrial della canzone portata in gara a Sanremo, Vivo.
Accreditata alla sola Claudia Lagona (ovvero lei stessa – un’eccezione, in un’edizione che vede in genere un numero ben più nutrito di autori), è un inno alla voglia di vivere e a una femminilità ritrovate dopo la difficile esperienza della depressione post-parto.
Vivo come viene
Vivo il male, vivo il bene
Vivo come piace a me
Vivo per chi resta e chi scompare
Vivo il digitale
Vivo l’uomo e l’animale
Vivo l’attimo che c’è
Vivo per la mia liberazione
Da un hook di sintetizzatore che sembra per un istante illusoriamente riprendere il tema di O Sole Mio (per noi sì, ma magari sono scherzi delle associazioni uditive), il brano evolve come una ballad cupa dominata sintetizzatori, in una rievocazione timbrica e percussiva (voci wordless in sottofondo incluse) che vuole evocare l’immaginario Kate Bush reso virale da Stranger Things, fino all’esplosione vitale del chorus.
Se in studio (e nel bel video) pare funzionare, l’equilibrio sul palco però non è perfetto. Durante la performance la cantautrice siciliana sfodera un carattere decisamente aggressivo e poco controllato che rischia più volte di sconfinare nella sguaiatezza, e un ritornello come «Vivo un sogno erotico / la gioia del mio corpo è un atto magico», pur indubbiamente coraggioso e pregno di significato per chi canta (e chi può davvero capire cosa vuol dire riscoprirsi donna dopo la maternità), non è esattamente sanremese/nazionalpopolare, ma tant’è.
Un esperimento riuscito a metà per Levante – che è esattamente il posto in cui la canzone si troverà collocata in classifica a fine gara. Salvo successive sorprese, come da copione precedente.
