Paola & Chiara
Paola & Chiara, foto per la stampa di Stefano Guindani (2023)

Sanremo 2023. Paola & Chiara non fanno “Furore”

Sono le ultime a salire sul palco della seconda serata, ma cerimonieri del dancefloor

C’è chi ha Simon & Garfunkel, e chi Otto & Barnelli, o Paola & Chiara. Le sorelle Iezzi, milanesi, si sono fatte strada iniziando come coriste degli 883, per arrivare a incidere 8 dischi di studio e vendere cinque milioni di copie: cifre da star.

Al Festival ci stanno come una bella cucchiaiata di cacio sui maccheroni: le calate in riviera hanno preso il via con Sanremo Giovani, ma già nel 1997 le Nostre si sono aggiudicate la vittoria nella categoria “Nuove proposte”; poi hanno sgomitato sul palco nel 1998 e nel 2005, prima di essere ospiti di riguardo della serata dei duetti dell’edizione 2008 insieme a Michele Zarrillo.

La consacrazione arriva però in via definitiva nel 2000 grazie a Un disco per l’estate e Vamos a bailar, brano estivo-danzereccio presente nell’aere, dopo la vittoria della manifestazione, più dello smog cittadino. E qualcuno dice con gli stessi effetti sulla salute.

Una volta rese pubbliche le date del Per Sempre Tour – ben due! –, news accompagnate da foto che le ritraggono come immarcescibili vamp con la zeppa dal tacco 15 e attillatissima tutina in stile Cat Women, eccole tornare a Sanremo. Sono le ultime a salire sul palco della seconda serata, ma cerimoniere del dancefloor. E con Paola già pratica di dj set, per le due deve essere stato come l’ora dell’aperitivo in un ritorno al futuro all’anno 2000 di cui sopra.

Furore, che scritta a 20 mani (J. Ettorre – A. La Cava – P. Iezzi – C. Iezzi – J. Ettorre – A. La Cava – G. Cremona – F. Mercuri – L. Grillotti – E. D. Maimone!) passerà alla storia come la prima canzone frutto di una comune, Paola “la mora” la vede come un’ideale colonna sonora mentre si prepara allo specchio per una serata con le amiche. Ma c’è di più.

«Ballare, ancora ballare / Come se fosse l’ultima / Se fosse l’ultima canzone / Furore / Con te, con te», cantano in diretta le due milanesi ispirandosi a Raffaella Carrà, contornate da uno stuolo di boys come novella doppia Wanda Osiris del terzo millennio.

E il messaggio recondito lo si comprende vedendole cantare Furore. Va oltre le parole, non proprio indimenticabili, e si trova nella sorprendente performance dai risvolti ecologici: avvolte in un pannello solare, le sorelle cantano sotto il ritmo di una basica disco house «In questa notte di sole / Furore, furore», intendendo porre l’accento sugli stravolgimenti climatici. Oppure in un briefing da 10 autori (Amadeus, la gola seccata, non è riuscito a citarne che la metà) è possibile che qualcuno nella confusione abbia colto male l’abbinamento tra sole/notte/giorno/luna e chissà che altro. Rimaniamo favorevoli alla prima ipotesi, quella verde.

Magari Light Years e Kylie Mongue, il brano sembra pensato per una sagra paesana più che per un club, e vista la performance con annessa traspirazione assistita (dal corpo di ballo altrettanto fradicio), il titolo più appropriato sarebbe potuto essere Sudore. Anche per evitare che al povero John Steinbeck fischiassero inutilmente le orecchie, che Dio lo abbia in gloria, qualunque sia il posto da dove ora sta scrivendo.

Tracklist

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