C’era molta curiosità nel sentire come si sarebbe comportato a Sanremo il buon Willie Peyote. Portare un pezzo smaccatamente da radio come Algoritmo oppure provare a spingere? La risposta data da Mai Dire Mai (La Locura) nella seconda serata di questa edizione 2021, cade decisamente nel secondo caso.
Assecondando un ritmo tipicamente peyotesco, Willie infila diversi begli incastri (di rappare è sempre stato capace) e una citazione a Boris in apertura che gli fa subito volere bene. Inoltre è fino ad ora l’unico personaggio di tutto il festival a portare per un attimo sotto la luce dei riflettori l’elefante nella stanza, ovvero le difficoltà dei lavoratori del mondo dello spettacolo e degli eventi (musicali, cinematografici, in generale “culturali”) con un verso come «riapriamo gli stadi ma non teatri né live». Di contro, il ritornello del pezzo è veramente poca cosa e il senso generale del pezzo non si discosta granché dal solito Willie Peyote. Indossati (o mai smessi) i panni del moralizzatore, la sua invettiva verso una contemporaneità plagiata dall’hype e ossessionata dalle apparenze non valica mai il consueto tono sterilmente qualunquista. È tutto una merda e ok, quindi?