Sabrina Carpenter non ci è andata leggera. La giovane cantante statunitense ha criticato duramente la Casa Bianca per aver utlizzato la sua canzone Juno in un video dell’ICE (United States Immigration and Customs Enforcement), la barbara agenzia federale responsabile della sicurezza delle frontiere e della gestione dei migranti.
Una canzone “leggera” utilizzata in un contesto drammatico
Il brano, ispirato al film di Jason Reitman del 2007 e tratto dall’album Short n’ Sweet, parla in maniera giocosa e provocatoria di sesso e di provare diverse posizioni. Ci sarebbe un verso ormai divenuto iconico nei concerti di Carpenter, che recita: “Wanna try out some freaky position? Have you tried this one?“. Lo stesso identico passaggio questa volta però è stato ripreso in un contesto decisamente meno frivolo.
In un filmato pubblicato da Trump su TikTok, Juno viene utilizzata da sottofondo mentre vengono mostrati gli agenti dell’ICE che arrestano e umiliano degli immigrati sudamericani.
Have you ever tried this one?
Bye-bye pic.twitter.com/MS9OJKjVdX
— The White House (@WhiteHouse) December 1, 2025
La reazione di Carpenter
“Malvagia e disgustosa” ha scritto la giovane cantante sui suoi social, puntualizzando di non voler essere associata a una politica critica e controversa come quella di deportazione contro i migranti e aggiungendo:
Non coinvolgete mai più me o la mia musica per favorire i vostri programmi disumani
this video is evil and disgusting. Do not ever involve me or my music to benefit your inhumane agenda.
— Sabrina Carpenter (@SabrinaAnnLynn) December 2, 2025
Anche la Casa Bianca ribatte
La Casa Bianca non ha fatto passi indietro, anzi: la portavoce Abigail Jackson in una dichiarazione rilasciata alla CNBC ha risposto con toni altrettanto decisi:
Ecco un breve e dolce messaggio per Sabrina Carpenter: non ci scuseremo per avere espulso criminali, assassini, stupratori e pedofili dal nostro Paese. Chiunque voglia difendere questi mostri malati deve essere stupido
Gli artisti contro l’uso politico della musica
Sabrina Carpenter si unisce ad una lunga lista di artisti che in passato hanno contestato l’utilizzo della loro musica per fini politici. Dagli ABBA ai Rolling Stones, passando per Beatles, Rihanna, Adele ed Elton John, sono molti ad aver espresso il loro dissenso nel vedere le loro opere strumentalizzate per fini propagandistici di campagne o messaggi che non condividevano.
Beyoncé, ad esempio, aveva concesso l’uso del proprio brano Freedom durante la campagna di Kamala Harris, ma la canzone era poi comparsa in un videoclip pubblicato dal portavoce di Trump: il giorno successivo la casa discografica e il produttore della popstar avevano inviato una lettera di diffida per impedirne ulteriori utilizzi non autorizzati.
Recentemente, anche Taylor Swift ha visto il suo recente brano The Fate of Ophelia utilizzato in un montaggio di post social del presidente degli Stati Uniti: la showgirl non ha ancora rilasciato alcun commento, nonostante il suo sostegno a Kamala Harris nelle scorse elezioni.