Robin Pecknold e Ed Droste sullo stato dell’industria musicale: «Opprimente e destabilizzante»

Con i loro rispettivi album ormai nei negozi di dischi, stiamo parlando di "Crack-Up" e "Painted Ruins", i leader dei Fleet Foxes e Grizzly Bear – Robin Pecknold e Ed Droste – si sono uniti per una conversazione concessa ai microfoni di Interview Magazine per un tema tremendamente attuale come lo stato dell’industria musicale.

Con i loro rispettivi album ormai nei negozi di dischi, stiamo parlando di Crack-Up e Painted Ruins, i leader dei Fleet Foxes e Grizzly BearRobin Pecknold e Ed Droste – si sono uniti per una conversazione concessa ai microfoni di Interview Magazine su un tema tremendamente attuale come lo stato dell’industria musicale. Gli alfieri dell’indie rock hanno quindi espresso il loro sconcerto verso un sistema e un’industria nel suo complesso molto diversi rispetto al passato.

«Quando sono tornato al lavoro ho pensato: “Cosa diavolo sta succedendo? – ha commentato Droste – Cosa c’è di sensazionale adesso? Qual è il trend principale? Perché tutti si stanno reinventando? Perché a questi artisti da Top 40 con le loro canzoni a casaccio fa piacere essere elevati alla cosa migliore che abbiamo al momento?”. Lo trovo molto opprimente e destabilizzante. Come si riesce a far prendere il proprio tempo per ascoltare a un pubblico abituato a questo bombardamento, abituato a sentire questo incessante rumore. Prima questo tempo se lo prendeva, ma adesso potrebbe non farlo più, per il modo in cui la musica è recepita o per quello che si legge di essa. Non credo che nessuno abbia più voglia di mistero, eppure io stesso trovo questo clima un po’misterioso».

Pecknold è più o meno dello stesso avviso, confessandosi intimorito dal non riuscire più a trovare un posto nel mondo per i suoi Fleet Foxes. «Personalmente, dico solo che parte della ragione per cui non ho realizzato un album per così tanto tempo era perché guardavo il clima che mi si era palesato intorno, lo guardavo tutto in una volta e non mi sembrava che avesse un senso per me. Prima almeno succedeva qualcosa, anche se era qualcosa di tremendamente commerciale, ma mi appassionava molto anche quel cambiamento. A un certo punto, però, ho creduto che non avrei trovato di nuovo un posto in questo ecosistema, quindi ho cercato un luogo dove capire che non avrei più dovuto pensare a cose simili. Lo sto ancora cercando, ma non nel senso che questa cosa avrà influenza sulle mie scelte o decisioni, o che le riporterà al passato».

Nel corso della conversazione, i due cantautori hanno parlato anche delle personali esperienze artistiche e della loro musica preferita tra le proposte attuali, così come delle interazioni con il pubblico. Per leggere l’intervista nella sua interezza, vi rimandiamo al sito ufficiale di Interview Magazine. Su SA potete leggere anche la recensione di Crack-Up e quella di Painted Ruins, entrambe molto positive.

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