E' stato il padre di tutti i siti di file-sharing, ha dato vita al mondo del web e della musica come lo conosciamo ora, è finito nel dimenticatoio e ora – dopo quasi 11 anni dalla sua nascita – Napster è definitivamente morto.
A ripensarci il suo percorso, per quanto rivoluzionario, è stato veramente breve: nato nel 1999, ha raggiunto la sua massima espansione nel 2001 e poi, a seguito di diversi problemi legali (ricordate il famoso Metallica-gate?), ha chiuso i battenti nel 2002. Dopo sono arrivati i vari KaZaA, eMule, Soulseek e poi i Torrent e compagnia bella su su fino agli store musicali legali, da ultimo quello di Google.
Ma il vecchio Napster che fine aveva fatto? E' sempre rimasto lì acquistato prima da Roxio, che lo rese uno store musicale legale, e poi da Best Buy nel 2008 per la bella sommetta di 121 milioni di dollari. Almeno fino ad oggi.
Già, perché Best Buy ha deciso di liberarsi definitivamente del marchio Napster vendendolo al sito di streaming musicale Rhapsody. L'accordo? Best Buy diventa socio di Rhapsody, acquisendone parte della proprietà, mentre quest'ultimo acquisirà in “pacchetto” tutti gli utenti del vecchio Napster.
Si chiude così un capitolo importante per il mondo della musica e per il web, e non senza un po' di emozione diamo un saluto anche noi a quel gatto satanico dagli occhi verdi che nel bene o nel male ha cambiato il modo di pensare e fruire la musica. Per sempre.