Richie Hawtin / Plastikman “Ex è solo l’inizio”

Richie Hawtin racconta a Life + Times dell'ultimo album "Ex", del desiderio di tornare presto in studio e dell'interesse per composizioni più melodiche.

In una recente intervista rilasciata a Life + Times, Richie Hawtin, da poco tornato attivo dopo svariati anni di silenzio discografico, ha dichiarato che l’ultimo lavoro, Ex, seguito sulla lunga distanza di Closer, è “soltanto l’inizio“.

Siamo onesti“, ha sbottato al giornalista “non ho scritto musica per 10 anni. Quando mi sono seduto [in studio] è stato come ‘ok, so come suona la mia musica. So come riprodurre quei dischi, ma anche no. È passato molto tempo’. Sulle prime è stato dunque molto strano cercare di capire come potevo suonare ora. Ed è proprio da questo stato d’animo che le session dell’album sono cominciate“.

Hawtin ha poi dichiarato di essere già tornato in studio, convinto che l’album appena uscito è soltanto il primo di una serie di nuovi “libri”, mentre, riguardo agli ultimi dieci anni della sua vita, afferma di averli passati a perfezionare il suo stile come dj tenendoci a rimarcare un’importante distinzione: Richie Hawtin è un dj che mixa creativamente il lavoro degli altri. “That’s a very key point“, rimarca deciso. “Certamente suono anche la mia musica ma non riguarda la mia musica“, precisa. Il progetto Plastikman, invece “è ora più vicino a Richie Hawtin del dj… …quando vado in studio siamo io e le mie macchine, io e le drum machine, i computer e i synthesizer, e non c’è nulla tra me e loro. Quindi [produco musica] più direttamente collegata ai miei sentimenti in quel tale giorno, alle emozioni, alle idee che ho in mente“, quindi, ribadisce, “Plastikman è probabilmente l’Hawtin più puro che puoi ottenere rispetto al performer Richie Hawtin“.

Riguardo al metodo compositivo, il producer ci tiene a rimarcare la coerenza del progetto e invita gli ascoltatori ad avere pazienza. La sua musica, pur minimalista, scura e umorale, richiede molto tempo per essere prodotta. “Ogni album esplora differenti vie al suono di Plastikman” e per Ex lo spazio ha assunto un ruolo molto importante. “C’è molto più spazio che negli altri album“, rimarca, “E questo porta a più lunghe, profonde e complicate melodie. Non sono mai stato interessato a scrivere note, ma con questo disco i migliori momenti sono quelli dove puoi afferrarle e [persino] cantarci su. [Il sound è] più spostato dall’ipnotico al melodico. Ed è questa la particolare consistenza del disco: lasciarti andare tenendo questi punti di riferimento“.

Anche a proposito della commissione di Raf Simons, da cui il lavoro formalmente era partito, ci sono delle sorprese “Quando Raf mi chiese di fare un progetto [site specific] sapevo che non avrei voluto fare quello che mi avrebbe chiesto. Lui voleva una cosa simile a quelle che aveva visto su YouTube, io non volevo farlo, non volevo fare qualcosa che aveva già sentito… …così ho avuto questa folle idea: fare musica completamente nuova. Ho avuto tipo 10 anni per farlo. E inizialmente non ho detto nulla a nessuno. Il mio team stava lavorando al vecchio show e quatto o cinque giorni prima dell’evento al Guggenheim ho detto ‘Okay guys! Volevo dirvi che ho deciso che sarà tutto materiale nuovo’ e loro ‘starai scherzando!’…[del resto] avevo abbastanza materiale ed ero convinto che potevamo farcela. Abbiamo cambiato direzione e abbiamo realizzato lo show [terminato il quale ho pensato:] ‘ho appena realizzato un nuovo disco‘”.

“[Ex] ha veramente sorpreso tutti noi… …e dopo due concerti [il secondo era al Sonár] non voglio certo sedermi sugli allori e vivere di rendita. Anzi voglio ripartire da dove ho finito…. …negli ultimi istanti di Exhale, ultima traccia del disco, avevo appena iniziato a far partire le cose. Vediamo dove vanno a finire. Sarebbe un peccato mollare ora che ci ho messo tante energie, dopo aver esplorato e sperimentato, dopo tutto ciò che ho imparato negli ultimi 8 mesi. Voglio andare in profondità e vedere quali direzioni avranno il miglior potenziale“.

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