Rachele Bastreghi, foto per la stampa (2021)

Rachele Bastreghi: “Penelope” feat. Silvia Calderoni è un inno alla diversità in chiaroscuro electro pop-rock

«Penelope agisce alla luce del sole, tesse di giorno, io lo faccio di notte, nel caos, nel buio»

Disponibile da oggi 9 aprile, Penelope è il primo singolo tratto da PSYCHODONNA, l’album da solista di Rachele Bastreghi dei Baustelle in uscita il 30 aprile 2021 per Warner Music Italy. «Penelope agisce alla luce del sole, tesse di giorno, io lo faccio di notte, nel caos, nel buio», spiega la compositrice, cantante e musicista toscana nel dipanare i fili di senso del titolo del brano, impreziosito da un featuring di Silvia Calderoni, attrice di cinema e teatro (ricordiamo la sua collaborazione con Motus), performer e danzatrice da tempo al lavoro sul corpo come arma di riflessione pubblica sui temi dell’arte e dell’identità.

Il singolo si innesca su sostenuta ritmica electro pop-rock, con respiri tesi a evocare le ansie e le schermature quotidiane dalle quali l’immaginaria protagonista si libera proprio nella creatività dei momenti notturni. La voce, nitida nel suo spleen dark, è in primo piano in un ritornello che prosegue a giocare con i chiaroscuri: «Lo stratagemma che inganna il cuore dura ogni notte e il giorno muore, lei crede al sole e io nella confusione». Lo spoken di Calderoni, introdotto dagli archi, suggella il discorso: «La mia diversità è il mio punto di forza».

PSYCHODONNA è il primo album di Rachele Bastreghi a seguire l’EP Marie, risalente al 2015 e contraddistinto da sonorità rétro-Seventies. Scritto e sviluppato nel corso degli ultimi due anni e co-prodotto da Bastreghi insieme a Mario Conte, ricercatore che si muove dentro e fuori la musica elettronica, PSYCHODONNA vede in scaletta nove brani e la presenza in veste di ospiti, oltre alla già citata Calderoni, di Meg e Chiara Mastroianni in Due ragazze a Roma.

Presenze che si collegano all’idea di un disco, da comunicato stampa, pensato come «un viaggio intimo e faticosamente libero nel femminile». Oppure nelle parole della stessa Bastreghi, «un canto necessariamente libero, fatto di controsensi, di mille domande e poche risposte, di amore e sgomento, di dolcezza e nervi. È il delirio. È l’umanità. È un ballo consapevole e liberatorio nel fango. È la musica di una nuova possibilità. La mia». In attesa della tela complessiva, Penelope va piacevolmente in loop.

Tracklist

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