I R.E.M. si sono sciolti nel 2011 ma sono rimasti in ottimi rapporti. Una nuova testimonianza di ciò è rappresentata dalla loro prima intervista da quando la band non esiste più.
Non è la prima volta che i quattro – Michael Stipe, Peter Buck, Mike Mills e Bill Berry (uscito dal gruppo nel 1997) – si fanno vedere in pubblico. Lo scorso febbraio sono tornati insieme sul palco della loro città natale, Athens, in Georgia, durante il live dell’attore Michael Shannon e del musicista Jason Narducy. I due stavano portato in giro per gli States uno show per la serie don’t look back incentrato sui brani del debut della band, Murmur, e sui suoi maggiori successi.
Per ora è possibile ascoltare soltanto l’anteprima dell’intervista concessa a Anthony Masonin che andrà in onda sulla CBS. L’occasione questa volta l’ha data l’induction nella Songwriters Hall of Fame, istituzione statunitense fondata nel 1969 da Johnny Mercer, Abe Olman e Howie Richmond per omaggiare gli autori delle più significative e artisticamente valevoli canzoni in lingua inglese.
Nel breve scambio vediamo i quattro soffermarsi proprio sul processo di scrittura: «Siamo sopravvissuti e siamo morti attorno alla forza delle nostre canzoni, ecco perché entrare nella Songwriters Hall of Fame è un grande onore», afferma Buck.
«Comporre è la cosa più difficile tra quelle che facciamo, quello su cui abbiamo lavorato fin da subito», ribadisce Mills. Berry aggiunge un tocco di realismo (e humor): «Eravamo obbligati a farlo. Quando abbiamo cominciato, beh, era quello che dovevamo fare, per mangiare dovevamo scrivere il più velocemente possibile».
Lo scorso anno i R.E.M. hanno concesso alcune interviste per la promozione della ristampa dell’album UP che ha compiuto 25 anni. In quell’occasione, Mike Mills ha riflettuto sulle ragioni di un disco che ha rappresentato una svolta per la band. Su SA la recensione del disco è di Giulio Pasquali che ha anche curato Sciarade e talenti pop, l’approfondimento di carriera dedicato ai R.E.M.
In questi mesi, Michael Stipe è stato impegnato nel completamento del suo primo album solista, che ancora non ha una data d’uscita, ma anche nell’allestimento della mostra milanese I Have Lost and I Have Been Lost but for Now I’m Flying High.