Fedez, still dal video che riprende la telefonata tra Fedez e RAI, Primo Maggio 2021

Primo maggio 2021. Fedez pubblica la videoregistrazione della telefonata con i dirigenti RAI

«Perché non posso dire che un consigliere leghista sulla pubblica piazza ha detto che se avesse un figlio gay lo brucerebbe in un forno?»

Durante la giornata di ieri Fedez e Matteo Salvini si sono scontrati via Twitter per via dell’intervento che il primo avrebbe tenuto sul palco del Primo Maggio alle 21:00 circa. Una parte del discorso avrebbe riguardato il ddl Zan, ovvero il disegno di legge contro l’omotransfobia e la misoginia, e i tentativi di ostruzionismo da parte della Lega per la sua approvazione in Parlamento. Il rapper aveva inoltre parlato di pressioni ricevute dalla dirigenza RAI che lo aveva invitato a non entrare in alcun specifico merito politico, tanto meno fare nomi e cognomi. Come abbiamo visto e ascoltato, il suo discorso è andato in onda integralmente, né ci sono stati cambi di regia come, lo ricordiamo, è accaduto all’esibizione di Elio e le storie tese pre-mani pulite al Primo Maggio 1991.

Nel frattempo la RAI ha negato ogni tentativo di interferenza, smentendo altresì la richiesta preventiva del discorso del cantante in forma scritta. E di tutta risposta, Fedez ha riaperto Twitter in tarda serata condividendo la videoregistrazione di quella breve telefonata che, prova provata, è effettivamente avvenuta e ha coinvolto anche un breve intervento della vicedirettrice di Rai3, Ilaria Capitani. Nello streaming ascoltiamo i dirigenti chiedere al cantante di adeguarsi «a un sistema», a non indirizzare politicamente il suo intervento perché non «editorialmente opportuno» e «non rappresenta il contesto opportuno per esprimerlo».

Perché non posso dire che un consigliere leghista sulla pubblica piazza ha detto che se avesse un figlio gay lo brucerebbe in un forno? Io su un palco devo esser libero di dire il cazzo che voglio, scusi il francese, non lo stabilisce lei cosa posso o non posso fare. Visto che non c’è un contesto di censura posso salire e dire cose che per voi non sono opportune ma per me lo sono. Posso farlo o no domanda secca… …ah non avete neanche il coraggio di rispondermi, cioè questo palco rappresenta la riapertura e il futuro, i diritti civili sono contemplati oppure no? Nel mio testo non sono presenti né torpiloquio né bestemmie, riporto solo i fatti…
Fedez, risponde ai dirigenti Rai e a Ilaria Capitani

In passato anche Elodie aveva preso nette posizioni contro la Lega e, in particolare, nei confronti di Simone Pillon, per quanto riguarda il ddl che prende il nome dal Dem Alessandro Zan e riguarda la violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere e ha l’obiettivo di proteggere persone omosessuali, donne e disabili dai cosiddetti reati d’odio, cioè l’istigazione a commettere atti violenti o discriminatori nei loro confronti. Attualmente il nostro ordinamento non contiene specifiche indicazioni a riguardo, e questo è ciò che viene omesso nel post di replica del Leader della lega agli attacchi di Fedez («E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. È già così, per fortuna»).

Nello specifico, il terzo articolo del disegno di legge Zan estende ai reati di violenza fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sull’abilismo il decreto legge 122 del 1993, la cosiddetta legge Mancino. All’articolo 1, la legge in questione prevede il carcere per chi, in qualsiasi modo, «incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi».

Sempre a sostegno al ddl si sono espressi La Rappresentante di Lista e Mahmood, i primi pubblicando una lettera sul quotidiano La Stampa.

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