Ora che l’organizzazione del festival ha rivelato gli orari completi dell’imminente manifestazione, è possibile farsi un’idea di quanti artisti, tra i numerosissimi in programma, sarà effettivamente possibile vedere. A questo proposito proviamo ad avventurarci, un po’ per gioco un po’ per necessità, tra i sette palchi che occuperanno il Parc del Fòrum e districarci tra i più aggrovigliati accavallamenti del cartellone.
Giovedì 29 Maggio.
Neutral Milk Hotel vs. St. Vincent vs. Future Islands
Questo è il primo vero grande dilemma del festival, e probabilmente anche il più doloroso. La scelta più ovvia sarebbe quella di assistere all’esibizione della band di Jeff Mangum, che si è riunita quest’anno dopo una lunghissima assenza. D’altro canto, St. Vincent è fresca del brillante album omonimo, e non ha ancora annunciato date in Italia. Terza, ma comunque apprezzabile scelta, i Future Islands al palco Pitchfork, che dal vivo promettono alti livelli di intensità. Il nostro consiglio: per chi avesse l’occasione di vedere i NMH a Padova o Ravenna, dirigetevi senza dubbi al palco Sony per lo show di Annie Clark.
CHVRCHES vs. Queens of The Stone Age
Per molti il problema non si porrà nemmeno, vista l’enorme differenza di catalogo ed esperienza che una band come QOTSA può offrire al confronto dei giovanissimi CHVRCHES. Proprio per questo, e sopratutto per chi avesse già apprezzato dal vivo Josh Homme e co., consigliamo di vedere almeno la prima mezz’ora del loro show al palco Heineken, per poi raggiungere gli scozzesi al Pitchfork nell’ultima parte di set ed essere relativamente vicini allo stage Sony per l’inizio degli Arcade Fire.
Moderat vs. Disclosure
Due concerti che, in modi e sembianze diverse, avranno lo stesso scopo: far ballare il Parc del Fòrum fino a tarda notte, in attesa di Metronomy e Jamie xx al Ray-Ban, il cui set inizierà alle 4:20. Entrambi sono recentemente passati da Milano, ed il trio tedesco ha appena annunciato un altro paio di date italiane ad agosto. Nonostante i Disclosure promettano grandi cose sul palco Heineken, la scelta che ci sentiamo di raccomandare è quella di raggiungere il più appartato e confortevole stage ATP per il set di Moderat.
Venerdì 30 Maggio.
La band di Black Francis è un’istituzione, un pezzo di storia dell’indie rock e anche del Primavera Sound Festival, avendo già suonato nelle edizioni 2004 e 2010. Ma è anche tristemente ed irrimediabilmente orfana di Kim Deal, e reduce da una nuova pubblicazione, Indie Cindy, dalla qualità abbastanza discutibile. Risultato: The War On Drugs.
Slint vs. Deafheaven vs. The National vs. Darkside
Questo è davvero un brutto affare. Questi quattro concerti sono concatenati l’uno con l’altro, e tutti su palchi differenti. Per quanto propongano suoni radicalmente opposti, il mood oscuro che li pervade e la rispettiva originalità delle singole proposte, li rende una scelta complicata ed altrettanto affascinante. Vista la quantità di date che i National hanno annunciato in Italia a luglio, il nostro consiglio è quello di provare a vedere buona parte dei restanti tre concerti, spostandosi di palco in palco. Ma se non avrete occasione di rivedere la band di Brooklyn, non indugiate e mettetevi comodi sotto il palco Sony, godendovi il set della band di Matt Berninger per intero.
Sabato 31 Maggio.
Caetano Veloso vs. Hospitality vs. Spoon
Gli Spoon di Britt Daniel sono una delle più solide realtà del panorama americano fin dal decennio scorso, e gli Hospitality, con il nuovo materiale appena pubblicato, promettono di divertire non poco chi vorrà assistere alla loro esibizione dalle tinte più marcatamente indie-pop. L’opportunità però di vedere un gigante come Caetano Veloso al tramonto, in un contesto come quello del Fòrum di Bercelona, è troppo ghiotta per essere rifiutata. Semplicemente la cornice migliore per iniziare la serata in attesa di quello che verrà.
Volcano Choir vs. Godspeed You! Black Emperor
La quasi totale contemporaneità dei due set tra la band di Justin Vernon, Volcano Choir, e la formazione canadese, è una delle scelte più difficili dell’ultima giornata di festival. Se può rassicurare, lo show dei Godspeed durerà la bellezza di due ore, permettendo una certa elasticità nel cambio, non troppo proibitivo, tra i palchi ATP e Sony. Ma se dovessimo scegliere cosa vedere, la band di Montreal incarna perfettamente lo spirito con cui il Primavera viene da sempre concepito.
Ultima e sofferta scelta. Nonostante la voglia di vedere la formazione scozzese portare dal vivo l’ultimo convincente album Rave Tapes sia alta, le presenze europee col contagocce della band di Trent Reznor, terminato l’attuale tour europeo che toccherà anche Bologna, farebbero propendere la nostra decisione verso il palco dei Nine Inch Nails, che si esibiranno per un’ora e mezza, dando l’occasione poi di giungere giusto in tempo per l’ultima mezz’ora di Mogwai.
Con l’occasione, vi ricordiamo che trovate tutti i dettagli sulla pagina festival dedicata, come anche una playlist Spotify con (quasi) tutti i gruppi presenti al festival, qui.