Patti Smith ha sempre pensato di intraprendere una carriera nella recitazione, prima di dedicarsi completamente alla musica. Ieri ha potuto parlare di questa opportunità mancata al Tribeca Film Festival, dove è stata protagonista di una lunga intervista con Ethan Hawke (riportata sull’Hollywood Reporter) sulla sua carriera: «adoravo stare sul palcoscenico, ma non sopportavo il fatto di dover ripetere sempre le stesse battute ogni volta. Non avevo la giusta dose di disciplina. Recitare è faticosissimo. Dio benedica gli attori. Nessuno sa precisamente quanto sia impegnativo, davvero. Tutti pensano: “Stelle del cinema, guadagnano una marea di soldi”. È il peggior lavoro del mondo. Quattordici, anche quindici ore alla volta, e poi un sacco di sedute di trucco che durano anche fino a sette ore, poi ci sono i problemi tecnici e devi ricominciare tutto daccapo. Devi girare la stessa scena da quaranta angolazioni diverse. Cavolo, recitare è sicuramente molto più faticoso del rock & roll”. Hawke, molto divertito, ha commentato: «è tutto vero. Sono completamente d’accordo».
La Smith ha poi ricordato i preziosi consigli ricevuti da Sam Shepard mentre erano alle prese con la stesura dello spettacolo Cowboy Mouth nel 1971: «mi disse: “Patti, è improvvisazione. Non puoi sbagliare. Se manchi un colpo, puoi inventartene un altro”. Aveva pienamente senso per me e quella piccola precisazione fu un consiglio che seguii per il resto della mia vita, una delle più grandi lezioni che abbia mai imparato». La discussione è poi virata sul grande Philip Seymour Hoffman, compagno di riprese di Hawke in Onora il padre e la madre di Sidney Lumet: «Mi disse che vincere un Oscar lo aveva confuso parecchio» ha ricordato l’attore. «Tutto quello che la gente percepisce degli attori dai giornali è completamente sbagliato. Quando ti viene riconosciuto il successo che meriti tendi a rinchiuderti mentre la tua figura pubblica può venire ridicolizzata. Hai una vera crescita interiore. A volte il successo atrofizza le persone, ti fa sentire intrappolato in una boccia di vetro». Agganciandosi al discorso, la Smith ha aggiunto: «Il vero successo è quello che ti arriva quando sai di aver fatto un buon lavoro. Molte volte nessuno se ne accorge».
In tempi recenti, la Smith ha anche conosciuto il successo come autrice di romanzi crime e ha voluto ringraziare l’attore Vincent D’Onofrio. Dopo aver guardato qualche episodio di Law & Order: Criminal Intent mentre era in tour in Europa, «mi sono decisa a comprare una dannata TV e ho iniziato a guardarla a casa mia. Me ne sono innamorata». Hawke a quel punto ha incalzato: «a Daniel Day Lewis hanno dato un Oscar per Lincoln perché è stato davvero grande in quel film. Ma tu dammi Steven Spielberg, Tony Kushner, una parte come quella di Lincoln e il miglior truccatore sulla piazza e farò un buon lavoro anch’io. Ma mettimi come guest star in un episodio di Matlock, quello si che è difficile. Dovremmo coprire di premi D’Onofrio».
