La dea Venere
La dea Venere nel poster di “Open to Meraviglia”

“Open to meraviglia” del MIT con la Venere influencer è un disastro

Problemi tecnici e ironia social hanno accompagnato il lancio della campagna governativa che intende promuovere il nostro Paese all'estero

Sta facendo già discutere Open to meraviglia, la campagna di promozione turistica lanciata ieri dalla ministra del turismo assieme a Enit. Il progetto grafico è stato affidato all’agenzia Armando Testa e la realizzazione del materiale comunicativo si è inoltre prestata alla realizzazione di un clip divulgativo che introduce la dea Venere del Botticelli negli inediti panni di influencer. È lei, in abiti casual, ad accompagnare idealmente lo spettatore/turista tra le piazze e i luoghi di un’Italia, neanche a farlo apposta, ultra stereotipata, tra pizza e selfie.

Inevitabile l’ironia sui social. Come inevitabili i rimandi agli sceneggiatori di Boris e agli sketch di Maccio Capatonda. Un confine quello tra realtà e fiction che non può non sfumare all’arrivo di un logo, rappresentato dalla bandiera dell’Italia, che si apre come una scatola sulle note di Vivaldi remixato in chiave elettronica.

La costosa campagna ha inoltre portato all’apertura di un portale, Italia.it, ricco di informazioni per i turisti che desiderassero visitare il Paese. E per coinvolgerli, si è pensato a una webradio. Premendo play però ciò che si ascolta è uno streaming di pessima qualità. Suoni distorti, brani rallentati.

Un’involontaria versione harsh noise dei classici della musica italiana, da Albano alle tamarrate euro-dance, che al momento in cui scriviamo (ore 11:44) non è stata ancora sistemata. Non un buon segnale per attrarre i visitatori dall’estero. A meno che non siano fan del noise.

Ironia a parte, Open to meraviglia, presentata in conferenza stampa da Daniela Santanché e pensata insieme a Enit (l’ente pubblico nazionale per la promozione turistica) ha previsto un investimento complessivo di 9 milioni di euro. E le motivazioni per essere indignati di certo non mancano.

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