Nuove promesse post-dubstep: Koreless

Si è capito ormai che questa storia del post-dubstep è un affare per giovanissimi producer inglesi: Jamie xx, James Blake, Mount Kimbie, Darkstar. Ora l'elenco dei nomi hot & cool si allunga, sempre con il patrocinio di quel vecchio volpone di Gilles Peterson, che dalle frequenze di BBC Radio One dice chiaro e tondo: "Vi ricordate certamente la prima volta che avete sentito James Blake o Ramadanman. Bene: ricordatevi che questa è la prima volta che avete ascoltato Koreless. Koreless con la K". Koreless, al secolo Lewis Roberts da Bangor (minuscolo centro del Galles), allunga l'elenco e soprattutto ne abbassa la media anagrafica: è nato il 25 giugno del 1991. Intervistato da Dazed Digital, dà una serie di risposte che possono benissimo valere come autopresentazione:

Dazed Digital: Descrivi il tuo suono…
Koreless: Semplice, ritmi ben definiti
[insomma, niente wonky; nda], melodie, emozioni.

DD: Che cosa stai ascoltando in questo momento?
Koreless:
Madlib/Quasimoto – The Further Adventures of Lord Quas [ma il wonky ce lo ascoltiamo comunque; nda]

DD: Sito preferito?
Koreless: www.isitfriday.biz
[visitatelo: English sense of humor; nda]

DD: Fonte d'ispirazione?
Koreless: Less is more
[si commenta da solo; nda].

DD: Eroe preferito?
Koreless: Kenny Powers
[il looser ex giocatore di baseball di una serie della HBO; nda].

DD: Tra i cattivoni?
Koreless: Konnie Huq
[presentatrice inglese di programmi per ragazzini; nda].

DD: Collaborazioni ideali?
Koreless: Vocalist veramente soulful, gente come
Steve Spacek, James Blake, Andreya Triana, Alicia Keys… [anche qui, ben poco da aggiungere; nda]

Koreless debutterà con un 12 pollici in edizione limitata per Picture Music il 21 marzo (dentro due pezzi già noti sul web, 4D e M.T.I) ed è al lavoro su una serie di remix e su una collaborazione con Lone che vedrà la luce molto probabilmente tra fine 2011 e inizio 2012 su All City Records. Che musica fa Koreless? Una sorta di trip-step minimalista, ambientale, dalle tonalità molto tenui.

Ci siamo divertiti a commentare tutte le sue produzioni reperibili finora sul web, giusto cinque pezzi tra Tubo e Soundcloud. Lo sappiamo, lo starete pensando certamente anche voi: è abbastanza assurdo che il ragazzo sia già finito sui banconi di Peterson (anche perché i pezzi sono ok, ma non sono certo delle bombe). Semplice, si chiama hype. Fatevi un'idea, perché il ragazzo è comunque bravo e ne sentiremo sicuramente parlare tanto…

Sospensioni siderali alla Flying Lotus, depurate però da ogni tentazione progressiva, decisamente minimaliste, figlie dell'estetica riduzionista post- di un Blake. Melodia impostata da campioni di voce femminile in jump-cut, eredità trip hop. Bella…


Aggiornamento minimal di certo trip hop esotico, tra il melanconico e il giocoso. Un semplice esercizio

  Jacques Greene – The Look (Koreless Remix) by Koreless

Ipnotico, immerge ascolti footwork in un rallentante liquido amniotico trip-minimal…

  Up Down Up Down by Koreless

Tribal minimal alla Four Tet con battuta house-step…

  Maria by Koreless

Ancora soffici sospensioni siderali e intarsi di collage vocali di memoria trip…


 

Tracklist

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