Nick Cave su The Red Hand Files parla della rottura della relazione con PJ Harvey

«La verità è che non ho mollato io PJ Harvey. PJ Harvey ha mollato me»

Si sa, Nick Cave è molto attivo sul suo blog, The Red Hand Files. Dalle sue pagine i fan hanno potuto ricevere risposta alle domande e curiosità più svariate, ottenendo inoltre consigli su come uscire da una crisi creativa o su come immergersi nella sua musica. C’è stato anche chi è stato messo al suo posto per aver espresso giudizi omofobi sul pubblico del musicista e tanto altro, tra cui – interessante novità degli ultimi due interventi – una lettera in risposta a un fan a proposito dei suoi chitarristi preferiti, che ha finito per includere una novità sul fronte Grinderman.

Oggi, invece, il soggetto scelto da Cave per rispondere ai propri fan riguarda la sua ormai mitica storia sentimentale con PJ Harvey, conclusasi bruscamente verso la fine degli anni Novanta. A chi gli chiedeva perché mai il cantautore avesse deciso di troncare, Cave risponde: «La verità è che non ho mollato io PJ Harvey. PJ Harvey ha mollato me. Ero lì, seduto sul pavimento del mio appartamento a Notting Hill, con il sole che filtrava dalla finestra (credo), a posto con me stesso e con una talentuosa cantautrice come compagna, quando il telefono squillò. Presi la cornetta ed era Polly: “Ciao”, dico, “Voglio rompere con te”, fa lei, e io “Perché?”. “È finita e basta”. Ero così sorpreso che ho quasi fatto cadere la mia siringa».

«Nel profondo so che le droghe potrebbero essere state un problema tra noi, ma c’erano anche altre cose. Avevo ancora molto da imparare sul concetto di monogamia, e anche Polly aveva i suoi problemi, ma alla fine credo fossimo due persone ferocemente creative, entrambe troppo assorbite da sé stesse per essere in grado di abitare nello stesso posto». Successivamente, Cave sposta la sua analisi sul periodo in cui uscì The Boatman’s Call, disco ispirato proprio dalla rottura con la Harvey: «Penso mi abbia curato da lei. Ha anche cambiato il mio modo di fare musica. Quel disco è stata una rottura artistica in sé, gli devo molto».

Per leggere la lettera nella sua interezza vi rimandiamo al blog ufficiale. Su SA potete trovare gli ultimi aggiornamenti sullo stato dei lavori relativi al suo nuovo album, la recensione di Skeleton Tree, un lungo monografico dedicato all’artista firmato da Tommaso Iannini e le riflessioni di Stefano Solventi in merito alla diatriba sullo spinoso tema dei concerti in Israele. Per quanto riguarda invece i Grinderman, potete recuperare la recensione dell’omonimo album d’esordioquella del suo diretto continuo (Grinderman 2) e quella della sua riedizione (ad opera di Antonio Cuccu).

Tracklist

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