Impossibile riassumere le mille vite di Napster in poche righe: nato come innovativo servizio di condivisione peer-to-peer, diventò ben presto il punto di riferimento principale del download illegale di file, prima di essere costretto a chiudere in seguito ad accuse ben mirate da parte di alcuni big dell'industria discografica, Metallica su tutti.
Una notizia che riempì d'orgoglio il "povero" Lars Ulrich, probabilmente all'oscuro delle centinaia di alternative esistenti già all'epoca (mIRC, Gnutella) e sviluppate in futuro: dai figliastri p2p (Kazaa, WinMX ed eMule) ai Torrent, fino alle più moderne soluzioni di file-hosting prese di mira negli ultimi mesi (Megaupload, Rapidshare, Mediafire…).
Ma il capo espiatorio Napster non si arrese e nel 2002 tentò la via del download legale, senza però mai riuscire a decollare e a ripetere i fasti del biennio 2000/2001. Da almeno un paio di anni è ormai chiaro che il futuro della musica non sia più una questione relativa al suo possesso (CD o file mp3), quanto al suo accesso continuativo ed illimitato. Servizi streaming freemium come Spotify sono il nuovo modello da seguire e in questo senso non sorprende la scelta di Napster di buttarsi a capofitto su questo fronte anche a livello europeo, dove Spotify spopola da anni.
Jon Irwin, il presidente di Rhapsody che da poco si è fusa con Napster, dice a riguardo: "L'acquisizione di Napster International e dei suoi abbonati in UK e Germania, ci permetterà di entrare prepotentemente all'interno del mercato europeo", annunciando ulteriori migliorie al servizio.
Riuscirà Napster ad imporsi come valida alternativa di Spotify, il quale ha già avuto il merito di aver fatto diminuire il download illegale nei paesi, come la Svezia, dove è una vera killer-application? Un cerchio che si chiude: Napster contribuirà a distruggere il fenomeno della pirateria musicale, da lui stesso lanciato su larga scala più di dieci anni fa?
Vedremo. Intanto continuiamo a chiederci il motivo per cui, a fronte di dati decisamente incoraggianti, in Italia si continui a cercare di combattere la pirateria attraverso proposte di legge discutibil e non si importino invece servizi già popolari e affermati come Spotify, al momento qui attivabile solamente tramite un prezioso trucco.