Matthew Seligman, bassista nei Soft Boys, è morto a 64 anni per complicazioni dovute al maledetto Coronavirus. A darne notizia sui suoi canali social, Robyn Hitchcock, che della formazione art-wave-psichedelica britannica era invece il frontman.
«..Nessuno di noi si aspettava che ci lasciasse così presto e in un modo tanto improvviso – scrive Hitchcock su Instagram a proposito dell’amico – lo incontrai nel 1976 a Cambridge, appena prima della nascita dei Soft Boys. […] Bassista dal passo funky e assai gioioso, rese Underwater Moonlight un LP vitale, sia nel momento di registrarlo che da ascoltare. […] Matthew credeva profondamente nei Soft Boys e in quel disco. Erano i primi anni Ottanta e la Guerra Fredda si stava intensificando. Ricordo con affetto che, camminando verso il pub dopo una session, lo sentii dire: “potremmo anche saltare in aria tutti quanti a questo punto [il riferimento era ovviamente alla bomba atomica, ndSA], ma almeno avremo la certezza di aver registrato un album che diventerà un classico”. La band non sopravvisse molto in quegli squallidi anni Ottanta, ma Matthew in seguito suonò con alcune grandi formazioni e con grandi artisti: The Thompson Twins, David Bowie, Morrissey e Chrissie Hynde furono tra i fortunati beneficiari dei suoi grooves intuitivi e circolari. […]. Sono profondamente grato per il fatto di aver potuto suonare musica con lui […]».
Di seguito trovate il post Instagram completo di Robyn Hitchcock, mentre sulle nostre pagine potete recuperare la recensione di Underwater Moonlight. Nella foto dei Soft Boys in testata, Seligman è il secondo da destra.
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